Il Comune insiste: «Il murales è certamente pubblicitario»
MONTECCHIO. Fa ancora discutere la sanzione al grande disegno realizzato, alcuni mesi fa, sulla parete esterna della storica officina di bici Colla, in via Torricelli. La multa è stata comminata da una società incaricata dal Comune, che ha ritenuto il lavoro – due ciclisti con le loro bici – come una insegna di esercizio, strumento promozionale per cui è necessario pagare un’imposta.
L’autore del murales, Simone Ferrarini, ha contestato le modalità con cui è stata decisa la sanzione, a suo dire applicata senza cercare un dialogo. «Per me è un’espressione artistica, senza espliciti inviti all’acquisto», ha spiegato Ferrarini. Il proprietario del muro ha avviato una trattativa legale con l’ente, mentre Ferrarini ha voluto ribadire pubblicamente le proprie perplessità. Dal Comune di Montecchio – che martedì ha dichiarato di essere pronto a discutere della cosa con Ferrarini – è arrivata una doppia risposta.
La prima è dell’assessore al bilancio Stefano Ferri: «Dal punto di vista tecnico, la legislazione nazionale che regolamenta l’imposta sulla pubblicità non prevede, tra le esenzioni, alcun riferimento all’eventuale valore artistico del messaggio». In questo caso, «la raffigurazione richiama e promuove il prodotto-bicicletta che è oggetto di vendita all’interno dell’attività commerciale. Si realizza quindi – prosegue l’assessore – il presupposto dell’imposta di pubblicità previsto dal secondo comma dell’articolo 5 del Decreto legislativo 507/93 che recita: “Ai fini dell’imposizione si considerano rilevanti i messaggi diffusi nell’esercizio di un’attività economica allo scopo di promuovere la domanda di beni e servizi, ovvero finalizzati a migliorare l’immagine del soggetto pubblicizzato”». Il sindaco Fausto Torelli, titolare della delega alla cultura, cambia invece prospettiva. «Non sfugge certamente al signor Ferrarini – afferma – che molti artisti del ‘900 e anche nel secolo attuale si sono dedicati all’arte decorativa e anche all’arte applicata alla pubblicitaria con risultati di altissimo livello. Solo per citarne alcuni, il “Cane a sei zampe” di Agip-Eni di Luigi Broggini, la pasta “Barilla” di Erberto Carboni, le opere di Marcello Nizzoli, di Bruno Munari».
«È interesse di questa amministrazione – prosegue – che opere d’arte e decorazioni di livello artistico possano in futuro abbellire la nostra città». L’interesse per l’arte, afferma il primo cittadino, non cambia però la valutazione sul disegno: «L’opera ha sicuramente le caratteristiche di alta qualità in campo decorativo e artistico sfruttando un linguaggio fresco e contemporaneo. Ma è anche fuori discussione che tale immagine ha un indiscutibile legame immediato con l’attività commerciale che viene svolta all’interno dell’edificio». Per Torelli è «difficoltoso non considerarla come un’immagine che pubblicizza l’ attività. La medesima immagine, riprodotta su un edificio con altre finalità, non avrebbe potuto chiaramente essere associata a questo scopo». A chiudere, un’apertura sul futuro: «Ribadisco l’intenzione di questa amministrazione di favorire, anche con aiuti economici, interventi artistici all’interno di Montecchio poiché siamo consapevoli dell’onere anche economico che coloro che andranno a realizzare questi interventi dovranno sostenere». —
Adr.Ar.
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