Il marito: «È stata mia moglie a colpirmi con una padella»
Sabato il 45enne è finito al pronto soccorso per un taglio in testa. Querelato dalla moglie per maltrattamenti, ha negato Il gip: divieto di avvicinamento
reggiolo. È finito alla sbarra per il reato di maltrattamenti in famiglia, ma durante l’udienza di convalida il marito accusato di violenze ha ribaltato l’accusa, dichiarando che è stato lui ad essere picchiato dalla moglie. «Mi ha colpito in testa con una padella», ha sostenuto l’uomo in aula.
Il fatto risale a sabato scorso quando, in una abitazione di Reggiolo, è scoppiata una furibonda lite in famiglia. L’uomo, uno straniero di 45 anni, è finito al pronto soccorso dell’ospedale con un taglio in testa; i medici hanno suturato la ferita con diversi punti. In un secondo tempo la moglie, coetanea, ha sporto denuncia ai carabinieri contro il consorte, accusandolo di abusi psicologici e fisici protratti nel tempo.
Ieri, durante l’udienza di convalida in sede di indagini preliminari, il 45enne ha ammesso che la convivenza con la moglie è diventata impossibile e che la coppia – dal matrimonio sono nati due figli maschi – litiga di continuo. Ma l’indagato, che ha risposto alle domande del giudice, ha negato di aver mai alzato le mani contro la donna. Anzi, quella sera, secondo la sua tesi, sarebbe stata la moglie a colpirlo alla testa. Un episodio particolarmente grave, ha aggiunto l’avvocato difensore Vania Ferrari, perché il 45enne, muratore, è stato vittima di un pesante infortunio sul lavoro. Nel 2010 è caduto da un’impalcatura a diversi metri d’altezza, e da allora l’uomo ha una invalidità riconosciuta del 90%. In seguito ad una delicata operazione chirurgica, il 45enne ha tutt’ora una placca di metallo ed un drenaggio nel capo: qualsiasi urto alla testa potrebbe essergli fatale.
Alla luce di quanto emerso, l’avvocato difensore ha chiesto per il suo assistito la remissione in libertà o, in subordine, il divieto di avvicinamento. Il gip Dario De Luca si è riservato di decidere, sciogliendo la riserva qualche ora dopo, quando ha ritenuto una misura sufficiente il divieto di avvicinamento a tutti i luoghi frequentati dalla persona offesa. —
Am.P.
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