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CALERNO, LA ZONA INDUSTRIALE 

Bellarosa, da fiore all’occhiello a “cimitero” del commercio

Daniela Aliu
Bellarosa, da fiore all’occhiello a “cimitero” del commercio

Tante le serrande abbassate. Un ex negoziante: «Crisi e affitti alti. Alcuni anni fa  si lottava per aprire qui. Se andremo avanti così, non rimarrà in piedi nessuno»

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SANT'ILARIO. Tante serrande abbassate nella zona industriale Bellarosa di Calerno. Molti gestori sospendono le attività commerciali e chiudono i locali, schiacciati nella morsa di affitti costosi e carenza di clienti. La crisi non risparmia i piccoli e medi commercianti, che cedono forse anche per la concorrenza dei colossi del commercio online. In dieci anni, tra il 2008 e il 2017, le attività commerciali sono calate del 10,9%, secondo un rapporto di Confcommercio. Ma negli ultimi tempi la situazione è peggiorata, quantomeno nella zona industriale Bellarosa.

«NON RIMARRA’ NESSUNO»

Un ex commerciante della zona, sessantenne, spiega: «Non basta fare i conti solo con un mercato difficile. Bisogna combattere anche con gli affitti troppi alti. Il guadagno non è più quello di una volta, mentre le bollette, le tasse e gli affitti sono sempre in crescita. Io credo che, se andremo avanti così, non rimarrà in piedi nessuno dei piccoli commercianti».

L’ex commerciante non vuole parlare della propria attività, lasciata un paio di anni fa, ma spiega che gli incassi erano minimi e l’affitto eccessivo. Situazione analoga a quella di altri commercianti, a giudicare dalle tante saracinesche abbassate. Difficoltà economiche che quotidianamente mettono in ginocchio, indebitano e prostrano i commercianti piccoli e medi. Eppure non ci troviamo in una località sperduta, bensì lungo la via Emilia, un luogo con un grande passaggio automobilistico. Solo alcuni anni fa, si lottava per riuscire ad aprire qui un negozio o una attività artigianale. Facendo un giro a piedi nella zona che si affaccia sulla via Emilia si scoprono decine di cartelli con le scritte “affittasi”, “vendesi”, “cessione attività”. La crisi colpisce il settore dell’abbigliamento, quello delle scarpe, ristoratoranti e piccoli negozi alimentari.

«Qui non c’entra la fortuna – aggiunge l’ex commerciante –. Bisogna studiare come la politica economica locale possa rivalutare la zona, come avveniva una volta. Di questo passo, il piccolo commercio è condannato all’estinzione».

La situazione del commercio in Italia appare problematica. Secondo le stime di Confesercenti a livello nazionale, il 2019 si sta confermando un anno nero per le vendite, e la situazione non ha risparmiato la nostra zona. Nel frattempo, le famiglie spendono meno, mentre cresce a dismisura il ruolo dell’e-commerce, per il quale nel 2019 è previsto un boom di crescita e di fatturato.

«SIAMO SINTONIZZATI»

«La giunta santilariese ha a cuore tutte le situazioni legate al commercio e alle attività produttive del Comune – commenta Fabrizio Ferri, assessore con deleghe all’ambiente, sicurezza e legalità –. Ci siamo insediati da pochi mesi e stiamo ascoltando tutte le realtà del territorio, per cui ben vengano spunti di riflessione e suggerimenti per migliorare la situazione. Tra l’altro, uno dei nostri punti caratterizzanti del programma elettorale verte sulla cittadinanza attiva. Da assessore alla sicurezza, aggiungo inoltre che abbiamo a cuore l’area industriale di Calerno perché abbiamo vinto, anche grazie alla collaborazione di aziende locali, un bando del ministero dell’Interno per l’installazione di telecamere di videosorveglianza. La giunta è quindi sintonizzata su tutte le questioni che riguardano la comunità santilariese». —

Daniela Aliu

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