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«Il lavoro c’è, le risorse no» Mobilitazione alla Ugolotti

E.L.T.
«Il lavoro c’è, le risorse no» Mobilitazione alla Ugolotti

Lavoratori in assemblea nell’azienda reggiana che produce cilindri oleodinamici Franco (Fiom): «C’è un problema finanziario, la proprietà deve offrire garanzie»

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REGGIO EMILIA. «L’azienda ha lavoro, clienti internazionali e prodotti appetibili. A mancare, però, sono le risorse finanziare necessarie per offrire regolarità produttiva». Davide Franco indossa la tipica felpa della Fiom e sta radunando i lavoratori della Ugolotti di Reggio, storica azienda meccanica che sta lasciando nell’incertezza i dipendenti, che hanno deciso ieri di indire un’assemblea sindacale. «Ci troviamo qui alla Ugolotti, storica azienda di Reggio che sta attraversando una situazione di difficoltà con problemi sull’erogazione della tredicesima 2018» avverte Franco, rappresentante sindacale delle tute blu: «La questione della tredicesima è stata poi risolta ma la situazione aziendale è molto complicata e sta generando una forte preoccupazione. Abbiamo parlato con la proprietà alla quale riformuliamo la richiesta di adoperarsi affinché si verifichino le condizioni per mettere in sicurezza i conti. Devono fare tutti gli sforzi perché qui parliamo di 25 famiglie che rischiano il posto di lavoro e che vedono bloccarsi delle fasi produttive senza ottenere risposte sulla continuità aziendale».

L’azienda è presente sul mercato dal 1969 ed è una moderna realtà imprenditoriale specializzata nella costruzione di cilindri oleodinamici, sia su progettazione interna sia su disegno dello stesso cliente. L’esperienza maturata nel corso degli anni ha consentito alla Ugolotti di diventare un riferimento. «L’azienda soffre di tensioni finanziarie e già tempo addietro aveva chiesto un concordato - dice il sindacalista della Fiom - Hanno un ottimo prodotto il loro maggior cliente è tedesco ma una serie di nodi di mercato e legati alle risorse stanno creando tensioni produttive». «Noi siamo preoccupati per quello che riguarda l’andamento della nostra azienda – dice Mentore Leoni, uno dei dipendenti dell’azienda – Abbiamo dato l’anima per oltre trent’anni qua dentro sapendo ora che magari domani non abbiamo più un futuro. Stiamo lavorando senza sapere se a fine mese prendiamo lo stipendio. Vorremmo semplicemente chiedere un aiuto da parte di aziende anche nei dintorni che possano darci una mano a proseguire la nostra attività». —

E.L.T.

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