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RIVALTA IN LUTTO 

Malore fatale davanti all’ufficio postale La famiglia ha donato gli organi di Ivan

G.G.
Malore fatale davanti all’ufficio postale La famiglia ha donato gli organi di Ivan

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REGGIO EMILIA. Era una persona disponibile e ben voluta da tutti, con tanti amici: non aveva mai avuto discussioni con nessuno e in sua compagnia si potevano trascorrere momenti felici e spensierati.

È anche per ricordare questi aspetti della sua vita e la sua generosità che i familiari di Ivan Bonacini – il ragioniere di 54 anni morto mercoledì mattina per un malore davanti alle Poste di Rivalta – quando è stato proposto loro dai medici dell’ospedale Santa Maria Nuova, hanno acconsentito alla donazione degli organi del loro caro.

Un modo per aiutare gli altri, cosa che Ivan faceva ogni giorno, sia al lavoro sia nella vita privata, senza mai farlo pesare a nessuno.

Non sono ancora stati fissati i funerali del 54enne, che abitava a Rivalta da sempre e lavorava per l’azienda Pasini Sementi, dove si era recato anche mercoledì mattina, prima del tragico malore.

I familiari, infatti, attendono che venga eseguita l’autopsia, che servirà per chiarire le cause del malore fatale che ha colpito il 54enne poco prima delle nove di mercoledì mattina, mentre stava recandosi all’ufficio postale di via Romagnoli per svolgere due commissioni.

Se l’esame dovesse essere eseguito questa mattina, già nel pomeriggio di oggi verrebbe aperta la camera ardente e le esequie verrebbero celebrate domani mattina alle 11.30 nella chiesa parrocchiale di Rivalta. Se invece i tempi dell’autopsia saranno più lunghi, la cerimonia funebre del 54enne – il cui feretro verrà tumulato nel cimitero della frazione – slitteranno all’inizio della prossima settimana.

Ivan Bonacini, oltre alla moglie Barbara e ai due figli, con i quali condivideva la passione per le moto e il motociclismo, lascia anche gli anziani genitori, la sorella Franca e tantissimi amici, con i quali era cresciuto nella frazione rivaltese e che continuava a frequentare regolarmente. Tutti loro, oggi, piangono la sua morte improvvisa quanto prematura e continuano a cercare un perché a quanto accaduto mercoledì. —

G.G.

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