Bus multato ad Arceto Seta: «Non c’era sovraffollamento»
L’azienda annuncia che a breve entreranno in servizio 14 nuovi autobus extraurbani, di cui 2 con ben 126 posti
SCANDIANO. Seta “dice la sua” sui controlli della polizia stradale che nei giorni scorsi ha fermato ad Arceto un bus carico di studenti trovando diverse irregolarità. «Riteniamo opportuno precisare l’esatta dinamica dei fatti – scrivono in una nota – e chiarire le procedure e le direttive aziendali che regolano il servizio di trasporto pubblico, al fine di chiarire ruoli e responsabilità di tutti i soggetti coinvolti».
«Il mezzo – spiegano – era stato inviato dalla sala operativa di Seta a Ca’’ de Caroli, per sostituire un altro bus (in gestione all’azienda subaffidataria Tea) che si è dovuto fermare per un’avaria. Il mezzo sostitutivo, una volta caricati i passeggeri del mezzo in avaria, ripartiva in direzione Rubiera. Ad Arceto l’autista constatava la presenza alla fermata di circa 10 utenti, ma non avendo più disponibilità di posti a bordo ha richiesto alla sala operativa Seta l’invio di un ulteriore autobus. In prossimità della fermata era presente una pattuglia della polizia stradale, che ha fermato il mezzo ed ha contestato all’autista diverse infrazioni: mancato utilizzo della cintura di sicurezza del posto guida; limitazione alla visibilità del conducente dovuta a utenti in piedi a ridosso del parabrezza; assenza della cassetta di primo soccorso; malfunzionamento di alcune cinture di sicurezza dei posti passeggeri. Non è stato contestato alcun sovraccarico, tant’è che nei verbali emessi dagli agenti di si legge testualmente: “il conducente non faceva salire ulteriori 10 studenti onde evitare il sovrannumero”. Così facendo l’autista ha agito correttamente, richiedendo l’invio di un mezzo di supporto come previsto dalla procedura Seta. Delle quattro infrazioni contestate, una soltanto (malfunzionamento delle cinture di sicurezza dei posti passeggeri) può essere addebitata all’azienda, mentre le altre sono di esclusiva responsabilità dell’autista».
Seta fa presente che «indossare la cintura di sicurezza durante il servizio è un obbligo prescritto dal Codice della Strada, non derogabile dall’azienda»; che «è responsabilità dell’autista controllare ed integrare le dotazioni di bordo sui mezzi prima della partenza, ed eventualmente segnalare anomalie o mancanze»: che «altrettanto accade per quanto riguarda la gestione del carico-scarico degli utenti a bordo, del controllo costante sulla capienza del mezzo nonché del mantenimento della corretta visibilità dal posto guida».
«Dispiace constatare – è il giudizio – che l’episodio sia stato strumentalizzato, nel tentativo di addebitare a Seta responsabilità esclusivamente personali di singoli operatori, peraltro in servizio da molti anni e dal curriculum impeccabile».
Per quanto attiene al problema dell’affollamento sui mezzi Seta ricorda che «la situazione su ogni direttrice viene costantemente monitorata: qualora emergano criticità strutturali, Seta e l’Agenzia per la mobilità si attivano congiuntamente per predisporre e applicare i possibili correttivi».
«A tal proposito –aggiungono – sottolineiamo che alcune modifiche sono già state introdotte su 8 linee extraurbane a partire dallo scorso 4 novembre; ulteriori migliorie: attivazione di corse supplementari, utilizzo di mezzi più capienti, rimodulazioni di orari, sono attualmente allo studio e potranno essere attivate dal mese di dicembre. A tal proposito, si segnala che tra la fine dell’anno e l’inizio del 2020 Seta introdurrà in servizio, nel bacino provinciale di Reggio Emilia, ben 14 nuovi autobus extraurbani, di cui 2 con una capacità di carico di ben 126 passeggeri e questa è una novità assoluta per la rete reggiana del trasporto pubblico» . —
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