«Il murales delle biciclette arricchisce la parete È un errore tartassarlo»
LA LETTERA
Caro direttore, in questi giorni ho seguito la vicenda del murales di Montecchio, in cui il Comune, tramite una società esterna appositamente incaricata, esige il pagamento della tassa di pubblicità: quella che normalmente viene richiesta per le insegne dei negozi.
Io ho osservato attentamente il murales in questione e francamente, dall'espressività e dalla "grinta" evidenziata nel lavoro, vedo di tutto meno che un messaggio pubblicitario, pertanto mi permetto di dissentire dalle affermazioni dell'assessore al bilancio. Ho inoltre letto, tempo fa, che molte di codeste società incaricate, ricevendo una percentuale sulle multe, sono letteralmente assatanate al punto da tassare i cartelli di "saldo" o "vendita eccezionale" come messaggio pubblicitario. Personalmente credo che il proprietario dell'officina per biciclette (visto che di meccanici per bicicletta se ne vedono sempre meno), sia ben conosciuto in zona e che non abbia affatto bisogno di pubblicità ma abbia invece inteso offrire un'opportunità espressiva all'autore del murales, arricchendo la scialba parete dell'edificio con questa forma di espressione artistica, per cui io, più che un messaggio pubblicitario vedo un "arricchimento" della parete stessa.
Il soggetto scelto è certamente in sintonia con l'attività in questione, ma, francamente, non vedo come potrebbe essere altrimenti. Il mio pensiero in definitiva è questo : se il Comune di Montecchio è "al verde" ed intende incamerare denaro raschiando il fondo del barile con queste cose, faccia pure, ma non credo che, moralmente, riceverà molti consensi. A questo proposito, ricordo la poesia di Gianni Rodari: «Non mi piace l'avara formica, io sto dalla parte della cicala che il più bel canto non vende, regala», ragion per cui il Comune di Montecchio dovrebbe "regalare" ai suoi cittadini questa opera anziché tartassarla così ferocemente. Cordialmente.—
Giuliano Giuliani
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