«L’accaduto è inammissibile a maggior ragione tra amatori»
reggio emilia. «Queste cose non dovrebbero accadere, a maggior ragione in una partita amatoriale. Purtroppo nel calcio le contestazioni all’indirizzo dell’arbitro sono frequenti, ma in dieci anni di gestione non si è mai arrivati alle mani». Paolo Tubertini, uno dei proprietari del PalaDelta e di Reggio Beach Games (presidente e vicepresidente dell’associazione sportiva dilettantistica sono rispettivamente i fratelli Stefano e Giovanni), ha commentato così l’accaduto.
«Premetto che non ho assistito di persona – ha raccontato Paolo – Mi trovavo in ufficio quando ho sentito il triplice fischio dell’arbitro e ho pensato che il match fosse finito in anticipo: un bene, visto che c’era una partita subito dopo. Poi uno spettatore allarmato è venuto ad avvisarmi e, quando sono entrato in campo, l’arbitro era sul pavimento dolorante. Gli ho dato del ghiaccio da posizionare in testa e sul ginocchio e ho chiesto se volesse andare in ospedale o allertare le forze dell’ordine: lui ha rifiutato l’ambulanza e ha voluto chiamare i carabinieri».
Tubertini ha negato una presunta fuga dei giocatori. «Li abbiamo mandati noi in doccia per calmare le acque. Quando i carabinieri sono arrivati, un quarto d’ora dopo, molti se n’erano già andati a casa; del resto non c’era motivo per trattenerli, il ferito non era grave».
Tubertini ha precisato di essere rimasto lui, insieme ai responsabili delle due società, per parlare con l’Arma. «Il responsabile dell’Atletico, la squadra che ha dato il “la” allo scontro, si è mostrato mortificato, dispiaciuto e ha subito condannato l’accaduto, definendolo inammissibile. “Se il Csi non prende provvedimenti, la squadra la ritiro io dal campionato”, ha detto a caldo, chiedendo scusa».
Al PalaDelta «giocano una decina di squadre amatoriali, tra Csi e Uisp. Con il Centro Sociale Fogliano non abbiamo mai avuto problemi». —
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