Oltre mille reggiani soffrono di asma grave Martedì un convegno
REGGIO EMILIA. Salire le scale, portare una borsa della spesa, fare qualche passo veloce per prendere l’autobus. Per qualcuno, questi semplici gesti quotidiani possono diventare un’impresa. Capita a chi soffre di asma grave, circa 18mila persone in Emilia-Romagna sulle quasi 250mila affette da asma bronchiale.
Per molti di loro lo specialista può indicare la cura ottimale, che in queste situazioni può “cambiare la vita” perché agisce sui meccanismi biologici che inducono la terribile fame d’aria. Se ne parlerà all’incontro pubblico: “Senza respiro: come fronteggiare l’asma grave” in programma martedì 19 novembre alle 18 all’Hotel Millenn di Bologna, a cui partecipa, insieme ad altri esperti emiliani, anche il professor Enrico Clini, Direttore di Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. «I pazienti che soffrono di asma grave, cioè che non rispondono alle terapie più comuni e massimali sono relativamente pochi – spiega Clini – ma hanno una esistenza scandita da uso di farmaci, riacutizzazioni, ricorso alle cure in ospedale».
A Reggio si calcola siano in questa condizione il 5-10% dei 21mila asmatici. Fortunatamente è possibile curare anche questi casi. «Oggi – prosegue Clini – esistono anticorpi monoclonali che bloccano le IgE, le immunoglobuline che entrano in gioco in caso di allergia, o la Interleuchina-5 molecola infiammatoria rilasciata in grande quantità con aumento in circolo di globuli bianchi eosinofili. Farmaci che possono ridurre oltre il 50 per cento di ricoveri e accessi in ospedale. Queste molecole, però, sono specifiche per i malati con asma grave, che devono essere riconosciuti mediante accurati esami specialistici». —
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