Famiglia evacuata Cani salvati dall’acqua
Secchia sorvegliato speciale ma l’allarme rientra in serata Allagamenti da Chiozza, Arceto e Pratissolo fino a Villalunga
Una giornata lunghissima, piena di allagamenti, di interventi di emergenza, di strade bloccate. È stata una domenica davvero complicata per il territorio reggiano, segnata dalle precipitazioni intensissime partite nella tarda serata di sabato. Pioggia sino alla collina, neve in montagna pronta a sciogliersi e ad alimentare ulteriormente fiumi e canali già sotto pressione: una combinazione difficile da gestire, che ha costretto a una tirata di oltre venti ore decine e decine di addetti ai soccorsi, operatori comunali, vigili, forze dell’ordine, amministratori pubblici e tantissimi volontari di protezione civile. Solo l’arrivo del sole dal primo pomeriggio ha consentito di tirare il fiato, grazie alla riduzione del flusso di liquidi. È più una sosta che una vera interruzione, però. L’allerta arancione è confermata anche per oggi, e gran parte della neve caduta dai 400 metri in su è destinata a svanire rapidamente e a colare nei tantissimi corsi d’acqua appenninici. L’area in maggior sofferenza è quella del cosiddetto comprensorio ceramico, segnato dal passaggio del Secchia e del Tresinaro e sempre ad alto rischio in caso di emergenze idriche. Il 17 novembre non ha fatto eccezione. Poco dopo la mezzanotte il livello delle acque era già molto alto, alla soglia 2 di allerta, e soprattutto il Tresinaro ha iniziato a lasciare il segno fra Scandiano e Rubiera, dove i vari Comuni hanno attivato i Coc (Centri operativi comunali) presidiati dai sindaci Matteo Nasciuti ed Emanuele Cavallaro e dai vari funzionari. I canali al lato del torrente hanno tracimato fra Chiozza, Arceto e Pratissolo, con conseguenti allagamenti in via Brolo Sotto a Chiozza, via Agroiola a Pratissolo e in via Franceschini ad Arceto, dove si trova anche il canile. La struttura di ricovero per animali si è ritrovata con quasi un metro d’acqua ad invadere tutti gli spazi ed una ventina di cani sono stati portati altrove, in sistemazioni tranquille. Al confine con Casalgrande, a San Donnino, è stato necessario chiudere un’altra strada solitamente molto traffica. A Chiozza una famiglia è stata evacuata a scopo precauzionale, anche se pure questa situazione dovrebbe essere ormai rientrata; sarà però necessario attendere la pulizia e la messa in sicurezza della casa. A metà pomeriggio, tutte le strade erano state ripristinate. Ore agitate si sono vissute anche a Casalgrande e a Rubiera, alle prese sia con il Tresinaro che con il Secchia, ingrossatosi progressivamente nel corso della notte. A Villalunga l’acqua ha raggiunto diversi garage sotterranei, oltre a cantine e fossi. Fra Casalgrande e Rubiera è stato necessario chiudere il ponte sul Tresinaro a San Donnino, vicino all’ingresso di Corticella. Nel territorio rubierese i fronti erano due, sia a sud della via Emilia, sul Tresinaro, sia a nord, fra via Bertolazzi e San Faustino. Senza scordarsi dei disagi nell’area di confine con San Martino in Rio, altro Comune segnato pesantemente dall’ondata di maltempo. —
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