Gazzetta di Reggio

Reggio

I canali e i fossi non ce la fanno più I ponti si trasformano in dighe artificiali

Claudio Corradi
I canali e i fossi non ce la fanno più I ponti si trasformano in dighe artificiali

A Correggio è accaduto al confine con la provincia di Modena, dove gli allagamenti sono iniziati già alle 7

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Decisamente inatteso il risveglio del dì di festa che ieri mattina, dopo una notte di pioggia intensa e ininterrotta, ha presentato il conto di un andamento stagionale al quale non eravamo più abituati. Precipitazioni variabili su tutto il territorio provinciale che hanno spaziato fra i 60 e i 90 millimetri che si sono andati a sommare ad altri 80 già piovuti in questo mese di novembre, e che da soli avevano già saturato in buona parte le campagne.

Ad oggi sulla pianura reggiana in questo mese di novembre sono caduti oltre 150 millimetri di pioggia, vale a dire il doppio della media degli ultimi 12 anni. Secondo il servizio meteorologico regionale, però una piovosità simile a quella di questo mese Si è verificata anche nei mesi di novembre del 2008, 2010, 2012 e 2017 quando sono sempre stati superati abbondantemente i 100 millimetri con punte anche di 170 (2008).

L’anomalia di quest’anno tuttavia consiste nelle condizioni del terreno, che già dal mese scorso aveva accumulato un’abbondante riserva idrica che in questi giorni lo ha reso non più recettivo. La mancanza di assorbimento delle piogge da parte dei terreni e il conseguente riversamento delle stesse verso i fossati e i canali di scolo ha messo in crisi anche la capacità di questi ultimi. È successo dove l’innalzamento del livello di fiumi e torrenti è stato talmente elevato da superare il livello. A quel punto, completamente ostruita tutta la luce per il passaggio dell’acqua, i ponti si sono trasformati in vere e proprie dighe.

È accaduto per esempio a Correggio sulla statale 464, esattamente sul confine fra la provincia di Reggio e quella di Modena, in prossimità dell’area dove verrà costruita a breve una nuova rotatoria. Dove si sono verificati forti allagamenti fin dalle 7 del mattino. A quel punto il livello delle acque dei canali di scolo è diventato talmente elevato da non essere più in grado di assorbire acqua dalla rete dei fossati aziendali che in quelle condizioni, per il principio dei vasi comunicanti, si sono ritrovati a ricevere acqua e non più ad espellerla.

Gli allagamenti si sono riscontrati in forma generalizzata su tutte le campagne in funzione dell’eccezionalità dell’evento, che tuttavia evidenzia le maggiori criticità proprio a carico delle opere idrauliche più recenti. In prossimità di nuove tangenziali o recenti urbanizzazioni sono generalmente maggiori i problemi di deflusso delle acque sia in relazione alla perdita di superficie drenante sia per inadeguatezza di infrastrutture. Per rendersene immediatamente conto basta osservare: le opere più recenti sono quelle che rispondono peggio a eventi estremi. Questo dimostra come nel corso degli anni siano andate gradualmente perdute l’attenzione, la competenza e la considerazione delle esigenze dello sgrondo delle acque, che se non si verifica in modo tempestivo e corretto va sempre e comunque a danneggiare prima di tutto le colture. —





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