Reggio Emilia, ancora palude alla Mediopadana: e della ghiaia non c’è traccia
Situazione ancora disastrosa nei parcheggi provvisori antistanti la stazione Av. Attesa per i lavori promessi dal sindaco Vecchi oltre venti giorni fa
REGGIO EMILIA. A Reggio Emilia la macchina del fango non è una strategia mediatica per screditare l’avversario ma una fenomeno reale, tangibile. E si trova alla Mediopadana. Fango sulle scarpe e sulle auto dei viaggiatori e fango sulla reputazione di una città che si dimostra, dopo mesi, ancora incapace di risolvere un problema apparentemente semplice: l’allagamento dei parcheggi provvisori davanti alla stazione reggiana dell’alta velocità che, con due gocce di pioggia, si trasformano in una palude insormontabile.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.37917900:Video:https://video.gazzettadireggio.gelocal.it/locale/vergogna-alla-mediopadana-viaggiatori-costretti-a-parcheggiare-in-una-palude/120664/121177]]
L’acquitrino, habitat che ormai sarebbe perfetto per accogliere gli ippopotami di un giardino zoologico, si trova pochi metri dopo l’ingresso dell’area di sosta della Mediopadana e prima degli stalli riservati a taxi, noleggio con conducente e bus pubblici e privati.
Si tratta di una zona ricavata dal Comune per tamponare la carenza di parcheggi, in attesa che partano i lavori per l’ampliamento di tutta l’area. Una soluzione che si è presto tramutata in un problema piuttosto imbarazzante per la reputazione della città: già con la pioggerella estiva, e in misura ancora maggiore con gli acquazzoni autunnali di questi ultimi giorni, il terreno si tramuta puntualmente in una vera e propria palude con pozzanghere gigantesche e profonde diversi centimetri.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.37917901:Video:https://video.gazzettadireggio.gelocal.it/locale/sosta-selvaggia-paludi-e-labirinti-parcheggiare-alla-mediopadana-e-un-safari/120701/121214]]
Un’eventualità che evidentemente non era stata presa in esame dai tecnici al momento dei lavori ma che, a tutt’oggi, non è ancora stata risolta. Anzi, è peggiorata.
Mentre attendono speranzosi la sistemazione di quel parcheggio, nel frattempo i pendolari che utilizzano abitualmente la Mediopadana hanno fatto di necessità virtù e si sono organizzati. C’è chi arriva alla stazione dell’alta velocità con le scarpe di ricambio o chi, prima di scendere, si copre le calzature con delle buste di plastica grandi abbastanza da proteggere anche la parte inferiore dei pantaloni.
Altri ancora, invece, si spostano con la macchina già sporca. Lavarla, ormai lo sanno bene, è inutile. Meno fortunati invece i viaggiatori occasionali, quelli che non di rado arrivano anche dalle provincie limitrofe di Parma o Modena e hanno scelto la Mediopadana per comodità. Costoro, impreparati, spesso si trovano davanti all’ardua scelta di rischiare una multa parcheggiando l’auto in posti improbabili o partire per le vacanze o un viaggio di lavoro ricoperti di fango, come appena scesi da un safari.
Consci di questo problema, segnalato anche da decine e decine di email e messaggi dei lettori, nelle settimane scorse la Gazzetta di Reggio si è occupata con cadenza quasi quotidiana della palude mediopadana. Ottenendo alla fine, durante un’intervista al sindaco Luca Vecchi pubblicata il 28 ottobre, la promessa di una rapida soluzione tampone.
«L’acqua venuta giù nei giorni scorsi ha distrutto il parcheggio non asfaltato – aveva dichiarato Vecchi – nei prossimi giorni porteremo della ghiaia e risistemeremo tutto per riportare a una condizione più dignitosa la sosta alla Mediopadana». Da quell’intervista di giorni ne sono passati ventitré, di acqua ne è venuta giù ancora molta ma della ghiaia e degli operai – ad oggi – non vi è traccia.
Vi è poi una seconda questione legata alla stazione Av. Nella stessa intervista il sindaco aveva lanciato un appello agli imprenditori reggiani dichiarando che «la città nel suo insieme, e in particolar modo la città delle risorse private che in questi cinque anni non si è proposta per progetti sulla Mediopadana, sappia che l’amministrazione è pronta a discutere di investimenti e non chiuderà mai le porte. Perché è del tutto evidente che se vogliamo far crescere la Mediopadana in termini di infrastrutture e di servizi serve una forte sinergia pubblico-privata».
Il riferimento era alle limitate risorse comunali rispetto ai costi necessari per rendere davvero ottimale ed efficiente il sistema infrastrutturale e attrattivo legato alla stazione. Viene però da chiedersi quale imprenditore accorto sia pronto a investire se, dopo mesi, non si è riusciti nemmeno a stendere della ghiaia su una zona di pochi metri quadrati.
Nel frattempo, sempre secondo le dichiarazioni ufficiali dell’amministrazione comunale, dovrebbero mancare ormai pochi giorni all’inizio del maxi cantiere di ampliamento dell’area di sosta. Il budget è di tutto rispetto, finanziato in parte con fondi comunali messi a bilancio e in parte con un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti: 2.915.439,49 euro più Iva. Di questo importo 811.698,22 euro riguardano il costo per la manodopera e 68.970,81 euro gli oneri per la sicurezza. La durata dell’intervento invece è stimata in circa 270 giorni consecutivi dalla data di inizio lavori.
Sarà realizzato un nuovo parcheggio suddiviso in due aree distinte con capacità totale di circa 430 posti auto di cui circa 30 per disabili, la modifica e completamento dei layout del parcheggio esistente e la realizzazione di una rotonda di accesso e la suddivisione dei percorsi pubblici (bus, taxi e ncc) da quelli privati. Contestualmente verranno installate sbarre di ingresso, videocamere per la sorveglianza e verranno messi a pagamento gli stalli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
