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Spaccata alla ferramenta, via gli arnesi. Danno per oltre 5mila euro

Spaccata alla ferramenta, via gli arnesi. Danno per oltre 5mila euro

I ladri entrano in azione alle 22 a colpi di mazza, poi la fuga con il bottino. Un passante allerta il 112. I titolari: «Grazie per aver chiamato i carabinieri»

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CADELBOSCO SOPRA. Sono entrati in azione alle 10 di sera di un sabato, mentre pioveva. Per agire così, in bella vista sulla provinciale, bisogna credere che i malviventi non temessero di essere visti, né tanto meno di essere colti sul fatto. In due, hanno scavalcato la cancellata della “Ferrbeca Ferramenta” in via Guido Rossa a Cadelbosco Sopra. Poi, armati di mazza, hanno preso a colpire la porta di ingresso, fino a creare un buco abbastanza largo per passarci e fare man bassa di attrezzature.. L’epilogo è quello di tante altre spaccate andate a segno. «Circa una decina tra motoseghe e martelli pneumatici rubati» spiega Elisa Brighenti, moglie di uno dei titolari. «Hanno preso le cose che erano più facili da prendere» commenta. Forse, anche quelle che avevano già adocchiato, chissà magari in qualche sopralluogo preventivo. Di fatto, hanno portato via attrezzatura per un valore che supera i 5mila euro.

Come al solito hanno puntato tutto sulla velocità. «Alle 22 è scattato l’allarme. Alle 22.13 erano già fuggiti» va avanti. Anche se l’assalto è stato visto da un passante che non ha esitato a lanciare l’allarme al 112, questo purtroppo non è bastato per cogliere i malviventi di turno sul posto. Né malauguratamente di intercettarli per strada durante la fuga. «I carabinieri che sono intervenuti arrivavano da Guastalla e avevano avuto da quel passante la notizia che erano in fuga a bordo di una Bmw, che probabilmente avrà preso qualche strada secondaria» rivela ancora la Brighenti. A bordo dell’auto, ad attendere i due ladri, c’era un terzo complice con il quale la banda si è dileguata.

«Ci terremmo a ringraziare quella persona che ha lanciato l’allarme chiamando il 112 – dice la moglie di uno dei titolari – Ormai è cosa molto rara e invece è importante. Ha indicato ai carabinieri il modello dell’auto». E dettagli sui quali ora i carabinieri stanno lavorando, per cercare di dare un nome ai malviventi in azione che una volta identificati dovranno rispondere del reato di furto aggravato in concorso. La banda ha agito nascondendo i volto con un cappellino. —

El.Pe.

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