Gazzetta di Reggio

Reggio

i 30 anni della convenzione onu 

A Reggio il museo a cielo aperto che celebra i diritti dell’infanzia

Rebecca Poluzzi
A Reggio il museo a cielo aperto che celebra i diritti dell’infanzia

Presentata #Flags4Rights: cento bandiere esposte per le vie del centro storico Le hanno disegnate bambini provenienti da venti Paesi del mondo 

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La città si fa museo con la mostra “#Flags4Rights, 100 bandiere per i diritti”, evento promosso dal Comune, dal Dipartimento di educazione e scienze umane dell’Unimore e dalla Fondazione Reggio Children, insieme all’associazione no profit Ytt-Yestarday-Today-Tomorrow, in occasione del 30° anniversario della Convenzione Onu per i diritti dell’infanzia e del 60°anniversario della Convenzione Onu dei Diritti del Fanciullo.

L’INIZIATIVA

L’idea nata dal direttore del Dipartimento di educazione e scienze umane di Unimore, Alberto Melloni, in vista degli anniversari sui diritti dell’infanzia, si è sviluppata, sulla scorta della precedente mostra “Le strade della bandiera” realizzata in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, portando le vie del centro ad essere allestite come vetrine a cielo aperto, dove si potrà assistere a un nucleo di opere, spesso drammatiche, frutto di matite e colori di piccoli artisti prodotte nei campi di rifugiati di ben oltre 20 Paesi. Senza addentrarsi in distinzioni etniche, religiose o culturali, #Flags4Rights consente di ammirare disegni o dipinti, ingenui o consapevoli, stimolando la riflessione su realtà forse distanti, ma che devono essere quanto mai di comune interesse.

Il taglio del nastro

L’inaugurazione, fissata per oggi in tarda serata, avverrà con l’accensione dell’impianto illuminotecnico a forma di cornice, in modo tale che, non solo vengano valorizzate le bandiere, ma queste siano sempre ben visibili per il periodo dell’installazione, che proseguirà fino al 31 marzo, coinvolgendo la stessa Cerimonia per la Giornata del Primo Tricolore del 7 gennaio 2020 al tema dei diritti dell’infanzia.

I COMMENTI

«Questa mostra rimarca la volontà e l’impegno storico di una città come la nostra, di continuare ad avere un ruolo attivo nella promozione dei diritti dell’infanzia e dei diritti umani. Confermando una cultura, come attenta ai diritti e alle fragilità, così aperta al mondo», dichiara il sindaco, Luca Vecchi. Una mostra internazionale, ma al contempo molto reggiana, non solo per il fatto che animerà le vie del centro, ma anche perché tra il collage di speranze vi è il contributo di bambine e bambini della scuola primaria Collodi di Reggio, che hanno partecipato fornendo il disegno bandiere istituzionali: la bandiera nazionale, europea, dell’Onu e il Primo Tricolore. Tra i membri del Comitato scientifico della Fondazione Reggio Children presenti in città, Howard Gardner, professore ad Harvard, racconta: «Due sono le cose che il mondo dell’educazione ha imparato da Reggio: la prima è che il bambino deve essere stimolato tramite una pluralità di linguaggi; la seconda è che, se ovunque l’attenzione per l’educazione nasce dal far primeggiare il proprio figlio, qui invece è frutto di una cura che valorizza si il singolo, ma che passa necessariamente tramite il lavoro di gruppo». Con la sensibilità che tematiche di questo genere portano con sé, non è mancato un momento di commozione, quando Federico Ruozzi dell’Unimore, al termine del suo discorso ha chiesto di alzarsi in piedi per la senatrice Liliana Segre. —



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