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È morto il dottor Mario Baratti neurologo attivo in politica

Andrea Vaccari
È morto il dottor Mario Baratti neurologo attivo in politica

Aveva 68 anni ed era malato. Contribuì alla nascita dal nuovo centro culturale Ha dedicato la sua vita professionale alla cura del morbo di Parkinson

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Boretto. La notizia arrivata in serata ha sconvolto un intero paese. È morto a 68 anni il dottor Mario Baratti, noto e stimato specialista in neurologia e neurofiosiologia al quale era stata diagnosticata una grave malattia solo pochissimi mesi fa.

Il medico si è speso per anni anche in campo politico: negli anni Ottanta e Novanta è stato un protagonista attivo della politica borettese e di recente aveva fatto parte della maggioranza che ha sostenuto l’ex sindaco Massimo Gazza nel suo primo mandato. Profondamente innamorato del proprio paese, negli ultimi anni ha contribuito all’ideazione del nuovo centro culturale e ha sempre partecipato attivamente alle riunioni di governo. In campo medico era considerato un vero e proprio luminare nella sua branca, come testimonia il suo vasto curriculum: dopo la laurea in Medicina e chirurgia a Parma, Baratti si specializzò in Neurologia a Parma e in Neurofisiologia clinica presso l’università di Pavia, una specializzazione, quest’ultima, molto rara.

Alla sua attività professionale ha sempre affiancato una intensa attività di ricerca scientifica (pubblicando studi e organizzando convegni) nel settore delle malattie degenerative del sistema nervoso centrale (malattia di Parkinson e parkinsonismi, i vari tipi di demenza), delle malattie del sistema cerebrovascolare, delle cefalee, dell’epilessia e della sindrome depressiva e malattie del comportamento. In particolare, ha dedicato una vita alla malattia di Parkinson, facendo dell’Unità operativa di neurologia dell’ospedale di Carpi – dove aveva iniziato a lavorare vent’anni fa – un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale e ha fondato due associazioni “laiche” di malati di Parkinson: il Gruppo Parkinson di Reggio Emilia nel 1995 e il Gruppo Parkinson di Carpi nel 2000. Dopo il pensionamento, giunto nel febbraio 2016, ha continuato a svolgere attività professionale in diversi poliambulatori della zona: Anemos a Reggio Emilia, Città di Carpi a Carpi, San Simone a Correggio, Centro Medico Gonzaga a Guastalla e Sanità Amica a Cavriago.

In paese molti sapevano delle sue condizioni di salute ma nessuno avrebbe mai pensato a un decorso così rapido. In questi mesi il medico ha affrontato la malattia con grande coraggio e consapevolezza, assistito dalle premurose cure dei familiari. Lascia la moglie Fiorenza, i figli Paolo e Marco, il fratello Marino, la nuora Alessia, i cognati, diversi nipoti e numerosi altri parenti. —

Andrea Vaccari

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