Fiumi, la pioggia fa scattare l’allerta rossa
Summit in prefettura: si teme per il Secchia. Il Consorzio di bonifica Emilia Centrale sempre operativo fino a lunedì
Come era nelle previsioni la pioggia ieri è tornata a battere sul nostro territorio e, anche se con minore intensità rispetto al fine settimana, lo ha fatto su campi, canali, corsi d’acqua e fiumi già pesantemente sotto stress. Con la pioggia è diventata rossa l’allerta, anche nel Reggiano, per il rischio piene dei fiumi, mentre persiste in grado minore, cioé arancione, quella per frane e piene dei corsi minori.
Lo dice l’ultimo (in ordine di tempo mentre noi scriviamo, ndr) bollettino dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile emanato ieri alle 12.26 e valido fino alla mezzanotte di domani, giovedì 21 novembre. «La criticità idraulica rossa nella zona della pianura Emiliana centrale è dovuta – si legge – ai previsti innalzamenti dei livelli idrometrici causati da un parziale scioglimento della neve e dalle precipitazioni registrate».
L’Arpae, attraverso i suoi canali social, raccomanda anche «ai cittadini delle aree interessate dall’allerta di non avvicinarsi e fare foto/video ai corsi d’acqua in piena, di non sostare sui ponti e di stare attenti ai sottopassi. Oltre ad essere molto pericoloso, si rischia di intralciare gli interventi».
Ieri, tuttavia, la situazione dei nostri fiumi, costantemente monitorati, non destava preoccupazione se non per una piena prevista per il fiume Secchia e per la quale si è svolto un vertice tecnico in prefettura con le autorità locali nel tardo pomeriggio. «L’incremento dei livelli del Po non ha finora determinato il superamento delle soglie di criticità», è stato invece l’aggiornamento dell’Aipo.
Mentre continua indefesso l’immane lavoro dei consorzi di bonifica per fare defluire le acque che ormai, in molti casi, intasano fossi e canali fino al culmine e, a volte, oltre, allagando strade e campi circostanti ormai saturi.
«Una piena trentennale», l’ha definita il direttore generale del Consorzio di Bonifica Emilia Centrale, Domenico Torazza che da sabato ha richiamato al lavoro tutti i suoi operatori – in campo sono almeno in 120 in questi giorni di maltempo – mettendo in funzione, in via del tutto eccezionale tutti e sette gli impianti tra Reggio Emilia e il Mantovano e aprendo anche tutte le casse di espansione (Capo Naviglio a Correggio, a Novellara, Ca’ de Frati a Rio Saliceto) dove sono stati accolti solo nel fine settimana 6,3 milioni di metri cubi di acqua.
E se nelle giornate tra sabato e domenica si era toccato il picco massimo di 170 mm/secondo di acqua drenata ieri ci siamo fermati di poco sotto, a 150 mm/secondo: in funzione a pieno regime sono rimaste le 4 idrovore principali a Boretto, Gualtieri, Moglia e San Benedetto Po e la cassa di espansione a Novellara. «La situazione è ancora critica ma stazionaria – ha commentato nel pomeriggio Torazza – La quantità di acqua caduta in poco tempo è eccezionale. Oggi (ieri, ndr) siamo a oltre 30 mm, domenica sono stati 70/80. I livelli dei canali, soprattutto nella bassa orientale, sono molto alti con grosse difficoltà a smaltire questi quantitativi di acqua e le previsioni per le prossime non sono buone. Persiste dunque l’attività di presidio nei punti critici e la mobilitazione degli operatori con l’ordine di servizio di rimanere attivi h24 fino a lunedì mattina 25 novembre».
Anche la situazione dei fiumi resta costantemente monitorata dal personale Aipo in stretto coordinamento con la protezione civile. —
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