Il grido di allarme di Cia e Confagricoltura «Stato di calamità per il nostro territorio»
REGGIO EMILIA. L’agricoltura messa in ginocchio da questa ondata di maltempo. A lanciare l’allarme le associazioni di categoria, Cia e Confagricoltura in primis. «Il maltempo ha colpito decine di aziende agricole. Al via la conta dei danni per lo stato di calamità », dicono dall’associazione di via Trento e Trieste. «Siamo con il fiato sospeso per la tenuta degli argini, preoccupanti smottamenti e frane in Appennino – è l’allarme di Antenore Cervi, presidente Cia di Reggio– L’agricoltura reggiana è assediata dalla eccezionale ondata di maltempo autunnale che ha colpito decine di aziende dalla Bassa all’Appennino, dalla Val d’Enza alla zona ceramiche. I nostri uffici sosterranno tutti gli imprenditori che hanno subito danni per la richiesta dello stato di calamità. Ma occorre anche pianificare una vasta e coordinata serie di azioni per la prevenzione sul territorio».
«Fino ad ora l’ottimo lavoro delle Bonifiche ha evitato il peggio – prosegue Cervi –. Ma guardiamo con molta preoccupazione all’evolversi delle condizioni climatiche». Le previsioni meteo non sono positive. «Purtroppo dopo una breve pausa, venerdì ricominceranno le piogge e proseguiranno almeno fino a domenica – dicono dalla Cia –. In Appennino si scioglierà la neve che andrà a ingrossare ulteriormente i corsi d’acqua».
L’agricoltura reggiana, dice Cervi, «è la prima vittima dei cambiamenti climatici che causano eventi estremi» a cui si aggiungono «la proliferazione di insetti e fitopatie che hanno falcidiato il nostro territorio» danneggiato anche dal proliferare di tassi e nutrie. Anche la parlamentare Antonella Incerti (membro della Commissione Agricoltura) ha annunciato la richiesta dello stato di calamità da parte della Regione e la Cia la sostiene.
«È fondamentale fare un salto di qualità e mettere in atto azioni di prevenzione – afferma Cervi –. Centrale il ruolo degli agricoltori anche e soprattutto per il contrasto al dissesto idrogeologico e per la manutenzione delle piante, delle aree verdi e dei terreni di scolo. Sul fronte delle infrastrutture, sollecitiamo con decisione la realizzazione della diga di Vetto».
«Occorre una cabina di regia, un reale coordinamento di forze, che coinvolga Regione, consorzi di bonifica e Governo», così la presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia Bergamaschi. Nella nostra regione, sottolinea «oltre il 90% della superficie totale è esposta al pericolo inondazioni mentre il 19% teme il rischio frane. L’agricoltura paga un prezzo troppo alto».
«Mi unisco pertanto – afferma Bergamaschi – alla richiesta del governatore Stefano Bonaccini per l’attivazione delle risorse, certe e pluriennali, messe a disposizione dalla Banca europea degli investimenti, sfidando le Regioni ad appaltare in tempi brevi». Anche per Confagricoltura fondamentali dal punto di vista della prevenzione sono la corretta manutenzione degli alvei dei fiumi e il controllo della fauna selvatica, in particolare degli animali “fossatori”. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google