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Il pescatore estremo Yuri Grisendi dal Grande fiume a Discovery Channel

Daniele Magnani
Il pescatore estremo Yuri Grisendi dal Grande fiume a Discovery Channel

Già noto nell’ambito della pesca di grossi e rari esemplari ha catturato l’attenzione del presentatore Jeremy Wade

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Dal fiume Po a Discovery Channel il passo non è breve, ma il pescatore estremo Yuri Grisendi, originario di Cavriago, è riuscito in questa impresa.

Grisendi infatti, già noto nell’ambito della pesca sportiva estrema grazie al suo canale YouTube “Catfish world by Yuri Grisendi”, che vanta oltre 300 mila iscritti, è tornato recentemente sotto i riflettori per aver catturato un rarissimo storione bianco gigante di 3 metri e 30 ed essere stato l’ospite di Jeremy Wade, che ha dedicato una puntata della sua famosa trasmissione “Monster fish” alla pesca del pesce Siluro in Po.

È proprio per queste recenti imprese che abbiamo voluto incontrarlo, per parlare con lui del suo percorso di vita e professionale tanto accattivante quanto fuori dal comune.

Da dove deriva la sua passione per la pesca?

«La mia passione per la pesca mi è stata trasmessa da mio padre, che era cacciatore e pescatore. Io ho “ereditato” solo l’amore per la pesca, quasi esclusivamente in acqua dolce, che porto avanti con la filosofia del “catch and release”, in modo da salvaguardare la salute dei pesci rari che catturo e non comprometterne la presenza in natura».

Quando ha capito che avrebbe potuto trasformare la sua passione nella sua professione e come ci è riuscito?

«Dopo aver gestito per circa 20 anni un distributore di gas metano ho preso un anno sabbatico per investire maggior tempo e energie per lo sviluppo del canale YouTube che avevo creato. Grazie alle tante visualizzazioni ottenute dai miei video, il canale si è subito fatto notare e ho ricevuto diverse offerte di sponsorizzazione fra cui una proposta di partnership sulla pubblicità da parte di YouTube. Da quel momento la mia passione è diventata anche la mia professione, le visualizzazioni aumentano, il pubblico interessato è per la maggior parte composto da pubblico estero (Stati Uniti, Canada e Asia su tutti) e l’obbiettivo è quello di raggiungere il milione di followers nel minor tempo possibile».

Si è parlato molto della sua intervista nel seguitissimo programma di pesca “Monster fish” con il famoso Jeremy Wade. Come l’ha contattata? Com’è stata questa esperienza?

«Jeremy Wade voleva fare una puntata in Italia e dopo aver visto il mio canale YouTube sono stato contattato, insieme ad altri pescatori selezionati, dalla redazione del programma. Inizialmente pensavo fosse una bufala, non potevo credere che fossi stato scelto proprio io, sapendo quanto è famoso Jeremy e ho risposto con scetticismo. Solo dopo essere stato nuovamente contattato per l’organizzazione del casting mi sono reso conto che era tutto vero. La parte più complicata di questa esperienza è stata sicuramente il doversi confrontare con una organizzazione così ampia e complicata dal punto di vista logistico: 12 persone coinvolte, attrezzature, telecamere, barche e molto altro ancora. Inoltre Jeremy voleva assolutamente pescare da solo, lontano da fan, stampa, autografi e tutto ciò che potesse disturbarlo. Perciò è stata scelta come location “Isola Serafini” in provincia di Piacenza, vero paradiso per i pescatori come me, in cui però vige il divieto di pesca per proteggere le specie migratorie. Pertanto è stato necessario ottenere un permesso speciale rilasciato dalla Regione per l’occasione. Wade è il classico gentleman inglese, completamente diverso dal personaggio televisivo. La sua abilità da pescatore è la parte che mi ha colpito meno di tutta questa esperienza meravigliosa. Wade, infatti, è estremamente educato, gentile e preparato, sempre pronto a confrontarsi con la regìa e con me, spiegando moltissime delle cose che sapeva dal punto di vista naturalistico, essendo lui un biologo».

Qual é stata la cattura più difficile della sua carriera, il suo personale monster fish? E qual è il pesce dei sogni che ancora le resta da catturare e che ha come obbiettivo da raggiungere?

«Sicuramente la cattura che reputo più eccezionale è stata quella del siluro albino in Francia, un pesce più unico che raro di 242 cm e 100 kg di peso, che avrei potuto far registrare come esemplare più grande mai catturato dal “Guinnes world record”. Questo, però, avrebbe comportato seri rischi per la salute dell’animale e, vista la rarità di questo pesce non ho voluto rischiare nulla e l’ho rilasciato prima delle necessarie misurazioni per la registrazione del record. Poco importa, personalmente io so di essere il detentore di questo primato e ho filmati e misurazioni che lo provano. I pesci che ancora non ho catturato sono il Piraiba gigante amazzonico, di cui ho catturato un esemplare ma dalle dimensioni normali, e il pesce gatto del Mekong. Questi sono sicuramente tra i miei prossimi obbiettivi».

Quali sono i luoghi che consiglierebbe agli appassionati per una esperienza indimenticabile?

«Personalmente amo l’Irlanda per i suoi meravigliosi paesaggi e per l’altissimo livello tecnico necessario per pescare nei suoi fiumi ma, da emiliano, vedendo lo stupore dei pescatori stranieri quando vengono nelle nostre zone, non posso far altro che consigliare il Po, molto “wild” e affascinante anche se poco considerato». —





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