In Regione è ancora bagarre sui lavori della commissione
Continuano le tensioni fra il Pd e la Lega in Assemblea legislativa dove è approdata la relazione finale
REGGIO EMILIA. Muro contro muro in Regione Emilia-Romagna sul caso Bibbiano. Ieri era in discussione in Assemblea legislativa la relazione finale della Commissione d’inchiesta sugli affidi dei minori: un tomo di 245 pagine che mettono nero su bianco le 45 audizioni di oltre 70 soggetti coinvolti in oltre 25 sedute. In realtà le tesi al voto domani saranno due, perché il centrodestra ha sconfessato il lavoro di maggioranza e M5s e presentato una propria relazione. Ciascuno, a giudicare dagli interventi è rimasto sulle proprie posizioni, con la Lega che parla di allontanamenti «spesso viziati e forzati da un’ideologia di fondo» e accusa, sempre con Gabriele Delmonte: «Chi ha politicizzato questa commissione sono stati M5s e Pd».
Replica allora il dem Paolo Calvano: «A mostrare la maglietta su Bibbiano in Senato non siamo stati noi, ma Lucia Borgonzoni. a portare un bimbo sul palco di Pontida non siamo stati noi, ma Matteo Salvini. Prima di guardare la pagliuzza negli occhi degli altri è bene togliersi la trave dai propri». Anche Forza Italia, con Andrea Galli, ha ribadito la propria tesi: «Insabbiare era lo scopo iniziale e insabbiare è stato coerentemente il risultato finale di questa commissione. Una piccola minoranza di servizi “deviati” ha influenzato tutto il sistema degli affidi».
Per Giancarlo Tagliaferri, di Fratelli d’Italia «è stato permesso che un mostro crescesse indisturbato». Negativo anche il bilancio del collega di partito Fabio Callori: «Non possiamo negare che ci sia stata un'anomalia nel sistema». Tesi opposta nel centrosinistra, a partire dal presidente della commissione Giuseppe Boschini. Il sistema regionale «è migliorabile, ma di qualità – assicura Boschini – sette assistenti sociali indagati su 2.500 operatori della regione, sei bambini al centro delle indagini su 3.000 minori fuori famiglia in questo momento nei nostri territori non sono dati che possano giustificare l’allarme sociale diffuso sul tema».
«Un sistema con l'obiettivo di allontanare i minori dalle loro famiglie qui non c'è. Esistono responsabilità individuali che la magistratura sta accertando», dice anche Igor Taruffi di Emilia-Romagna coraggiosa.
L’altra vicepresidente della commissione, Raffaella Sensoli del Movimento 5 stelle, parla di «controllo e coordinamento da rafforzare», perché un «sistema troppo frammentario aumenta la possibilità di lacune». Però si è affrontato «con serietà un argomento molto delicato». Si smarca però dal gruppo Giulia Gibertoni, che ha lasciato la commissione dopo averne fatto parte in prima battuta. Per la 5 stelle il giudizio è «negativo»: «Non è stata fatta piena luce e non sono state individuate le falle nel sistema con le relative soluzioni». —
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