Gazzetta di Reggio

Reggio

La protesta delle “sardine” sbarca in piazza Prampolini

Leonardo Grilli
La protesta delle “sardine” sbarca in piazza Prampolini

Dopo Bologna e Modena la manifestazione arriva sabato anche in centro storico  «Vogliamo una democrazia gentile». Non manca chi contesta: «Iniziativa falsa»

3 MINUTI DI LETTURA







Le sardine si spostano lungo la via Emilia. Dopo Bologna e Modena il movimento di opposizione alla dialettica della Lega sbarca anche a Reggio, unica delle tre città dove al momento non è prevista una nuova visita elettorale – dopo quella del 9 novembre – di Matteo Salvini. Ma, appena messo piede sul suolo reggiano, cominciano a montare le contestazioni, da parte di chi considera la manifestazione reggiana in qualche modo “telefonata” e politicizzata. O comunque non in linea con lo spontaneismo di quanto avvenuto a Bologna.

dove e quando

Per “Reggio Emilia non si Lega”, l’appuntamento lanciato via social è per sabato alle 18.30 in piazza Prampolini, «simbolo della nostra storia e dei nostri valori» spiegano gli organizzatori, cioè un gruppo di giovani tra studenti universitari e lavoratori. «Ci troveremo lì – specificano – con la pioggia o con il vento, per ricordare a tutti che l’Emilia non è quella che racconta Matteo Salvini, che l’Emilia non è una terra di odio e di razzismo ma una terra di pace, fratellanza, tradizioni e valori della resistenza che non abbiamo dimenticato». Per questo, «noi giovani reggiani scendiamo in piazza per dire no a questa destra estrema in nome di quello in cui crediamo». L’invito, come nelle altre città, è non portare bandiere o simboli di partiti: «Si manifesta in quanto semplici cittadini».

nato “per caso”

A raccontare com’è nata l’idea è Stefano “Ubaldo” Salsi Lay, uno degli organizzatori della manifestazione di Reggio: «Tutto è cominciato ieri pomeriggio (lunedì, ndr) quasi per scherzo. Io mi occupo di comunicazione e non sono iscritto a partiti ma sentendo l’aria che tirava nei gruppi Facebook e nelle chat ho percepito una grande carica. Tutti dicevano “dai organizziamoci anche noi”, soprattutto i ragazzi e allora mi sono detto “dai, proviamo”». Così Salsi e un gruppo di giovani hanno creato l’evento sui social. «Non esiste nient’altro – precisa l’organizzatore – ma nonostante questo c’è stato una pioggia di adesioni gigantesco che sta continuando ancora adesso».

salvini

Esiste, evidentemente, un desiderio di scendere in piazza, trascinato dal rilievo mediatico delle due precedenti manifestazioni di Bologna e Modena. «La particolarità di Reggio però – prosegue Salsi – è che qui Salvini è già venuto. Non è un’iniziativa contro ma è solo voglia di esserci e affermare l’idea di una democrazia gentile che un po’ ci manca. Senza bandiere, senza slogan, senza comizi, solo il desiderio di riappropriarsi della piazza».

partiti e cappelli

Slogan e bandiere no, almeno non in modo evidente. Ma la protesta, nata nella società civile di Bologna, sta ora subendo anche a Reggio il tentativo di “appropriazione” di Pd e partiti di centrosinistra. «Credo – precisa Salsi – che anche i politici abbiano capito che meno cappello ci mettono sulla manifestazione e più questa funziona. Le piazze non sono del Pd, di Bonaccini o di altri ma di persone che hanno voglia di stare lì per esprimere un desiderio e un’idea. Se c’è qualcuno che tenta di appropriarsene commette un errore, non è una piazza di elettori schierati e a Reggio ancora di più non è e non sarà un anti-evento».

I DETRATTORI

Sempre in rete, tuttavia, non mancano i contestatori. Come il manager e organizzatore di eventi, Roberto Meglioli, che definisce le sardine reggiane «una finzione. Una roba inventata e vuota». Per Marco Vicini, gestore del Tunnel, «continuano a andare in piazza “contro il razzismo e l’odio”. In questo modo conquisteranno al massimo il consenso. Io penso che il problema sia più che c'è un sacco di gente che è povera pur lavorando». Secondo Daniele Codeluppi, ex candidato sindaco di Rec, «le sardine sono una riedizione del movimento del popoloviola... antiberlusconismo e pochissimi contenuti. Non portò poi grandi fortune alla sinistra. Le sardine invece sono antisalvinismo e zero contenuti, anche perché se ci metti un solo contenuto (Libia, ius soli, beni comuni...per esempio) la cosa salta immediatamente. Detto questo, anche se è un iniziativa ideologicamente debole andare in piazza contro Salvini e il suo odio è cosa positiva». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google