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Marito e moglie muoiono a due giorni l’uno dall’altra

M.F.

Sono Margherita Agostini, 89 anni, e Luigi Perdelli di 95. Il ricordo del figlio  L’anziano si è spento poche ore dopo il funerale della moglie. Domani l’addio

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SCANDIANO. «Mamma e papà si cercavano sempre, anche negli ultimi giorni, fino alla fine». È il commovente ricordo del figlio Angelo, a poche ore dalla morte del padre Luigi Perdelli e a due giorni da quella della madre Margherita Agostini. Lui 95 anni, lei 89, molto conosciuti in paese, dove vivevano nella centrale via Manzoni.

L’amore li ha uniti nella vita, ben 52 gli anni di matrimonio, e nella morte: Margherita è spirata domenica mattina, il marito Luigi ieri pomeriggio, poche ore dopo il funerale di lei, avvenuto nella chiesa di Nirone di Palanzano nel Parmense, da dove erano originari entrambi.

Nella stessa chiesa sarà dunque celebrato il funerale anche di Perdelli, già fissato per domani alle 10,30. La partenza del corteo funebre, come è stato per la moglie Agostini, sarà alle 9 dalla casa protetta “Al Parco” di Scandiano. Ma entrambi i coniugi sono morti nella loro abitazione, circondati dall’affetto e dall’amore dei figli, in tutto quattro: Onesto, Angelo, Fiorella e Luciano. E da quello dei tanti nipoti e parenti.

Numerose le manifestazioni di affetto e cordoglio alla famiglia. Il figlio Angelo in particolare è conosciutissimo per la sua attività di tecnico della manutenzione per il Comune di Scandiano. È andato in pensione poco tempo fa dopo 42 anni di attività per l’ente locale che gli hanno dato modo di conoscere molto bene il territorio e le persone e di farsi conoscere.

Dunque moltissime sono state le chiamate, le visite e gli abbracci ricevuti in questi giorni di estremo dolore, in qualche modo, se possibile, confortati, dal fatto che l’unione e l’amore di Margherita e Luigi abbiano superato persino la morte.

La coppia era originaria del Parmense arrivata nel Reggiano negli anni del boom economico.

«Si erano sposati nel 1967 – racconta il figlio Angelo – In quell’anno mio padre, che fino ad allora era stato contadino, è entrato a lavorare come operaio alla ceramica Ragno a Scandiano dove è rimasto fino al 1984 quando è andato in pensione. Mia madre, che lo aveva aiutato prima nei campi, anche lei fu assunta nella stessa azienda. Ma poi dovette lasciare dopo qualche anno, per alcuni problemi di salute. Si è dedicata da allora, con anima e corpo, alla famiglia».

Tanti i ricordi di pranzi e reunion familiari sempre più felicemente affollate, di sposi e nipoti. «Non è stato certo facile per lei con quattro figli – parla commosso Angelo – Era il maresciallo di casa. Ci teneva amorevolmente tutti in riga. Lei e papà erano molto uniti. Lo sono stati fino alla fine...».

Nonostante l’avanzare degli anni entrambi hanno goduto di una buona salute fino a un anno fa, quando le loro condizioni sono via via peggiorate. La prima a cedere è stata colei che sembrava essere la più forte della famiglia, Margherita. Ai figli solo il tempo di porle l’ultimo commosso saluto e accompagnarla nell’ultimo viaggio ieri mattina. Poche ore dopo il funerale di lei a lasciarli è stato anche il papà Luigi, due giorni dopo la morte dell’amata moglie. —

M.F.

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