'Ndrangheta, sequestrati beni per 9 milioni ai fratelli Muto
Operazione dei carabinieri. Le indagini hanno evidenziato come nel 2012 avessero attribuito fittiziamente la titolarità delle loro società a soggetti diversi e, nel 2013, dopo essere stati colpiti da interdittiva antimafia, avessero anche costituito una società operativa nel campo della commercializzazione degli inerti e dei trasporti
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REGGIO EMILIA. Operazione dei carabinieri contro la 'ndrangheta in Emilia-Romagna: sono stati sequestrati beni per un valore stimato di nove milioni di euro. Nella mattinata di ieri il Ros e i carabinieri di Modena hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dalla Dda di Bologna, nei confronti dei fratelli Antonio Muto, attualmente detenuto dopo la condanna in primo grado al processo Aemilia per associazione di tipo mafioso, truffa ed estorsione, e cesare muto.
Si tratta di imprenditori attivi nel settore della logistica e trasporti, dei quali è stata confermata l'appartenenza al circuito riconducibile al "giro" emiliano storicamente legato alla cosca di Grande Aracri. Le indagini hanno evidenziato come i fratelli Muto, nel 2012, avessero attribuito fittiziamente la titolarità delle loro società a soggetti diversi e, nel 2013, dopo essere stati colpiti da interdittiva antimafia, avessero anche costituito la società Cospar srl, operativa nel campo della commercializzazione degli inerti e dei trasporti, intestandone le quote a Salvatore Nicola Pangalli.
L'intervento dei carabinieriha interessato le province di Reggio, Parma e Crotone su beni immobili e mobili per un valore stimato di nove milioni di euro.
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