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Reggio Emilia, gli avvocati reggiani contro il Tribunale dei minori

Reggio Emilia, gli avvocati reggiani contro il Tribunale dei minori

Lettera del consiglio a ministero e Csm per denunciare disagi e "lesioni dei diritti processuali e sostanziali delle parti e dei minori coinvolti, che debbono essere garantiti anche dai magistrati"

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REGGIO EMILIA La pendenza di procedure, «in particolare di sospensione potestà genitoriale e adottabilità», in cui «non vengono fissate le udienze istruttorie da oltre un anno». Lo «smarrimento dei fascicoli e la necessaria ricostruzione degli stessi a carico» degli avvocati e «il sistematico mancato inserimento nei fascicoli di memorie, documenti e relazioni dei servizi sociali».

Sono solo alcune delle lamentele che il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Reggio Emilia mette nero su bianco in merito alle «disfunzioni e/o disservizi delle cancellerie del Tribunale per i Minorenni di Bologna», segnalate dai colleghi. L'Ordine degli avvocati reggiani, fa sapere che informerà della situazione gli organi competenti, tra i quali il Consiglio nazionale forense, il ministro della Giustizia, il Csm, il presidente del Tribunale per i Minorenni di Bologna, Giuseppe Spadaro, e la Commissione d'inchiesta della Regione Emilia-Romagna sul sistema degli affidi, formatasi dopo il caso Bibbiano. Tra gli altri disservizi segnalati, anche «il mancato riscontro e mancato invio dei fascicoli dal Tribunale per i Minori al Tribunale Ordinario» e «le insostenibili code per l'accesso ad uffici presidiati da volontari a volte impreparati». Tutto ciò, secondo gli avvocati reggiani, «comporta non soltanto disagi per gli avvocati, ma anche e soprattutto una lesioni dei diritti processuali e sostanziali delle parti e dei minori coinvolti, che debbono essere garantiti anche dai magistrati».

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