Dieci nuovi locali per le aule il teatrino diverrà auditorium
Approvato dal Comune il progetto definitivo per il restauro del convitto Corso I lavori costeranno 3,5 milioni. In primavera il via alla gara. Cantiere a fine scuola
correggio. Tre milioni e mezzo di lavori; due anni di cantiere; dieci locali in più, nuovi di zecca, da utilizzare come aule; l’aula magna che troverà casa nell’antico teatrino e una nuova scala da usare in caso di emergenza. Sono i numeri della maxi-ristrutturazione dell’antico convitto Rinaldo Corso, che ospita 164 iscritti alla scuola primaria (rispetto ai 139 del 2018), 43 alla secondaria di primo grado e 666 ragazzi alle scuole superiori (professionale, agrotecnico e turistico alberghiero), il cui progetto esecutivo è stato approvato dalla giunta di Ilenia Malavasi a fine ottobre e che sarà messo a gara dalla Provincia nella primavera 2020. Questa, almeno, è l’intenzione. «Il nostro obiettivo – spiega la sindaca – è quello di recuperare definitivamente l’enorme edificio danneggiato dal terremoto del 2012, restituendolo alla città con finalità didattiche».
Il progetto, che è stato finanziato in parte dai fondi regionali per la ricostruzione (2,6 milioni), con 700 mila euro messi dal Comune e da altri 200 mila della Fondazione Manodori, prevede il ripristino delle strutture lesionate, in particolare nell’ala Nord e nella zona dell’ex teatrino, con una più razionale dislocazione degli spazi scolastici che porterà all’aumento delle aule (complessivamente una decina). Altro intervento che modificherà l’uso dell’antica struttura, sarà quello che riguarda il teatro «che diventerà l’aula magna della scuola – spiega Malavasi – che prima mancava». Nel complesso, verranno riparate le lesioni dei muri, rinforzati quelli esistenti e ne verranno realizzati di nuovi. Verranno consolidati il solaio a volte in muratura e quello in legno e verrà rifatto il tetto facendo attenzione a utilizzare le la stessa tipologia di costruzione di quella esistente. Non solo: verrà adeguato sismicamente, verranno rifatti i pavimenti e le finiture poi si passerà al restauro degli intonaci e delle decorazioni. Lo stesso dicasi per il teatrino. Infine, verranno rifatti gli impianti termini, idraulici, il cablaggio delle aule e gli impianti elettrici.
«Si tratta di lavori molto importanti – prosegue Malavasi – per i quali occorreranno un paio di anni. Siccome si tratta di un edificio molto grande e a due corpi, eseguiremo i lavori per zone, senza chiudere la scuola, condividendo tempi e modalità con la dirigenza del convitto». Se l’operazione non dovesse riuscire o riuscire solo in parte, i ragazzi verranno trasferiti, almeno per un periodo, nelle sue succursali. «Ma sono convinta – conclude Malavasi – che la misura di non sarà necessaria». L’organizzazione definitiva – il cantiere potrebbe essere aperto alla fine di questo anno scolastico – verrà messa a punto anche attraverso una serie di incontri che sindaco e assessori organizzeranno con le famiglie degli studenti a partire dai primi di dicembre. Il convitto Corso è tra le scuole pubbliche più antiche di Correggio. Fu, infatti, nel 1870 che il ministero della Pubblica istruzione ne decretò, in via definitiva, la laicizzazione intitolando la scuola al pittore Antonio Allegri, detto il Correggio. Solo dieci anni più tardi la scuola cambiò nome con l’intestazione al letterato Rinaldo Macone, detto Corso. —
C.O.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
