Gazzetta di Reggio

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È morto Guido Ferri, il partigiano Fulmine. Scampò alla fucilazione

Daniela Aliu
Guido Ferri, il partigiano Fulmine, morto a 92 anni
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Guido Ferri, il partigiano Fulmine, morto a 92 anni

Bibbiano, il ricordo di Anpi: "E' stato testimone e coinvolto nel sanguinoso scontro chiamato “battaglia del Quaresimo”, del 13 aprile 1945". I funerali si sono svolti a Parma

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BIBBIANO. È morto a 92 anni Guido Ferri, il partigiano “Fulmine”. Il decesso è avvenuto il 15 novembre. . Guido Ferri, detto “Coradein”, fu partigiano della 76ª Brigata Sap (Squadre d’azione patriottica). Il suo nome compare nel lungo elenco dei 271 partigiani bibbianesi “riconosciuti” con un apposito attestato rilasciato dal Comitato di liberazione nazionale.

«Oltre alle vicende che accomunano tutti i partecipanti alla Resistenza – spiega Anpi – il ricordo di Guido è legato a un tragico e importante episodio che ha segnato il nostro Comune. Egli è stato testimone e coinvolto nel sanguinoso scontro chiamato “battaglia del Quaresimo”, del 13 aprile 1945, che ha avuto il suo epilogo a Rubbianino, dove oltre alle perdite tra i nazifascisti caddero tre partigiani: Lorenzo Gennari (medaglia d’oro), Walter Giovanardi e il bibbianese Ettore Tarasconi. Sempre in quella giornata – prosegue l’Anpi – i fascisti riuscirono a catturare i partigiani Emore Giliberti, i fratelli Lauro e Luigi Corradini e Guido Ferri, il più giovane (facente parte della stessa famiglia Corradini).

I prigionieri vennero portati sul ponte del torrente Enzola per essere fucilati come vendetta per le perdite subite e monito alla popolazione. Ma all’ultimo momento il comandante, prima di ordinare il fuoco, fece allontanare Guido dicendo: “Questo lo portiamo a Reggio e lo facciamo cantare”». Sul posto ora sorge un cippo con i nomi dei caduti. «Sulla prigionia terminata con la sua liberazione – continua l’Anpi – Guido Ferri non ha mai voluto raccontare molto, tanto era terribile quel ricordo, ma è certo che non fornì alcuna indicazione a danno di altre persone impegnate nella Resistenza. Infatti, nei giorni seguenti non vi furono nuovi arresti o case incendiate, come era successo in altri casi, pur ricordando che a Bibbiano rimase presente un forte presidio fascista sino alla vigilia della Liberazione».

Dopo la guerra, Guido – da tutti chiamato “Coradein”, versione dialettale del cognome dei fratelli Corradini – si è impegnato per la crescita economica e sociale del paese.«Chissà che sentimenti forti – conclude il ricordo dell’Anpi – ha portato con sé Guido negli anni e nella sua riservatezza, guardando il cippo con quei tre nomi, ma che ne avrebbe potuto contenerne anche un quarto: il suo. Riposa in pace, “Fulmine”».I funerali di Ferri si sono svolti a Parma lunedì 18 novembre. Il partigiano lascia la moglie Marcellina, i figli Laura e Oscar, la sorella Francesca e tanti nipoti.

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