Infrastrutture fluviali si scioglie per effetto del Decreto Madia
Fondata negli anni Duemila, ha organizzato i servizi portuali dei Comuni sul Po Cena di commiato del presidente con i ragazzi che hanno lavorato come guide
Boretto. “Infrastrutture fluviali” va verso lo scioglimento. La società partecipata – nella quale figurano come soci i Comuni dell’Unione Bassa reggiana, la Regione Emilia Romagna, Banca Reggiana, la Pro loco e la Motonautica Boretto Po – nata agli inizi degli anni Duemila con l’obiettivo di organizzare i servizi portuali dei Comuni rivieraschi e gestire i vari attracchi, è destinata a essere messa in liquidazione a seguito del cosiddetto “decreto Madia” che ha dato il via ad un piano di razionalizzazione di tutte le partecipate pubbliche, andando progressivamente a eliminare quelle che «non producono servizi di interesse generale».
E per sancire in via ufficiosa “l’addio alle scene”, sabato sera sulla motonave Padus il presidente Zelindo Catellani ha organizzato una cena pensata per ringraziare la quindicina di ragazzi e ragazze che da qualche anno svolgono l’attività di informatori turistici nelle tre realtà museali borettesi: il Museo del Po e della navigazione Po432, il Museo multimediale della bonifica e il Museo-Casa dei pontieri “Dino Gialdini”.
Un modo per salutare alcuni tra i protagonisti più attivi di questi ultimi anni di Infrastrutture fluviali, che dopo essersi formati con un apposito corso hanno illustrato a centinaia di visitatori le bellezze del territorio legate al fiume e alla sua storia, tutte le domeniche da aprile a ottobre dal 2015.
I NUMERI
Proprio la motonave Padus si è rivelata strategica, in questi anni di attività, poiché ha saputo convogliare al lido borettese moltissimi visitatori: negli ultimi quattro anni si sono imbarcati circa 3.500 studenti provenienti non solo dalla regione, ma anche da varie parti del Nord Italia, e in questo 2019 che sta per concludersi sono state circa 1.000 le presenze turistiche, che hanno beneficiato dei tour domenicali che, con partenza dal pontile San Marco, andavano a toccare poi Brescello e Gualtieri, per un totale di un’ora di navigazione.
IL FUTURO
Quali scenari si aprono ora per la gestione delle attività di cui si occupava Infrastrutture fluviali? Al momento le amministrazioni comunali interessate stanno dialogando per cercare una soluzione in grado di dare continuità alla situazione attuale, che possa garantire nei prossimi anni la gestione diportistica (nessun altro porto ha numeri importanti come quello di Boretto, indicato dagli operatori turistici nazionali come il più importante e attrezzato della Regione Emilia Romagna, nel tratto centrale da Piacenza a Ferrara) e quella della Padus. La società partecipata ha iniziato la propria attività negli anni Duemila e ha visto susseguirsi alla presidenza Pasquale Gratteri, Lamberto Rovesti, Mauro Codeluppi e infine Zelindo Catellani. In occasione della giornata di saluto, il presidente ha organizzato con i ragazzi un tour al Torrione di Gualtieri proseguito poi con una visita all’impianto di bonifica di Moglia, nel mantovano.
«Rivolgo un doveroso ringraziamento – conclude Catellani – all’amministrazione comunale di Boretto, al consorzio di bonifica Emilia centrale, alla casa museo Gialdini e a tutti i ragazzi grazie ai quali è stato possibile creare un movimento turistico-culturale di un certo rilievo per il nostro territorio». —
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