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Raffica di colpi “seriali” da Cacciola a Salvaterra Ecco l’identikit dei ladri

Adr.Ar.

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CASALGRANDE. Furti riusciti ed altri falliti, sempre eseguiti da un gruppetto di ladri abili ed esperti che ormai utilizzano un copione collaudato.

I numerosi “colpi” sono avvenuti nei giorni scorsi nel distretto ceramico, nella dorsale che da Cacciola e Sabbione risale verso Arceto e poi verso Salvaterra e Casalgrande, e sono stati segnalati da molti cittadini e dai referenti di alcuni dei gruppi di vicinato, nati negli anni scorsi come forma di controllo del territorio.

La dinamica si ripeterebbe in ogni occasione. A partire dall’orario scelto per entrare in azione: il tardo pomeriggio, dalle 18 alle 19.30, uno dei momenti più delicati perché molte persone sono ancora via da casa ma il traffico di rientro è comunque alto, e vedere degli uomini camminare attorno a un condominio ed entrarvi non è certo sorprendente, soprattutto se vestiti in maniera comune: con jeans, scarpe da ginnastica e felpe col cappuccio, comode anche per nascondere il volto.

I ladri usano delle macchine utilitarie, quindi non particolarmente vistose, in molti casi rubate in altre province ed utilizzate solo come “mezzi per commettere il furto”: se non intercettate, vengono spesso lasciate in parcheggi molto grandi, nei quali si confondono, e riprese solo al momento di una successiva azione.

I gruppi sono composti almeno da tre unità, due individui si occupano del furto vero e proprio mentre un terzo fa il “palo”: rimane sull’automobile, per segnare via cellulare eventuali rientri o movimenti e per essere pronto a partire con la massima rapidità.

I bersagli preferiti sono abitazioni senza impianti di allarme e con accessi poco illuminati. In molte occasioni, i ladri hanno mostrato una notevole agilità, arrampicandosi sino ai piani alti, sfruttando grondaie e tubature esterne per arrivare sino a finestre ed infissi da scassinare.

Una volta all’interno delle varie abitazioni, i ladri danno la caccia esclusivamente a oggetti di valore e denaro, tralasciando il potenziale bottino ingombrante, come gli elettrodomestici più voluminosi.

In questo modo, in caso di fuga improvvisa, possono muoversi senza impacci e raggiungere l’auto con il “palo” per scappare alla massima velocità. —

Adr.Ar.

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