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Cicogne infuriate «Escluse dall’incontro al ministero»

Forti critiche verso «chi cerca di allontanare da sè grosse responsabilità sulla chiusura dei punti nascita». E bocciano l’idea del progetto sul Sant’Anna

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Castelnovo Monti. Sul viaggio a Roma, al ministero della Salute, dei sindaci Enrico Bini e Tiziano Borghi, con i medici Carlo Boni e Mario Attolini, interviene il “Comitato Salviamo le Cicogne”.

Nonostante si sia parlato di strade possibili per provare a riaprire il punto nascite di Castelnovo Monti, è un intervento critico, per non essere state coinvolte. «Il 13 novembre – spiegano le Cicogne – siamo state informate dal sindaco Bini che lui e il dottor Boni avrebbero incontrato a Roma il capo di gabinetto del ministero della Sanità per parlare di punto nascita e ospedale. Abbiamo chiesto di partecipare, dicendo che consideriamo un grave sgarbo essere state escluse da questa opportunità. Il sindaco Bini ci ha detto che era un incontro istituzionale e con tecnici. Abbiamo ribadito che il comitato Salviamo le Cicogne, proprio perché ha creato una lista ed è presente in consiglio comunale, è a pieno titolo facente parte delle istituzioni con la propria portavoce la quale è a tutti gli effetti amministratrice. Il capogruppo consigliare Carlo Boni è intervenuto sostenendo che non possiamo pretendere di essere invitate in quanto avversari in consiglio comunale. Crediamo che tutto ciò denoti lo stile e le intenzioni propagandistiche di chi ha la maggioranza a Castelnovo Monti».

«Ci lascia ammutolite – proseguono – vedere andare a Roma solo uomini per parlar di donne, gli stessi uomini che erano spariti dopo la chiusura del punto nascita per non disturbare il presidente della Regione Bonaccini». «Non accettiamo il comportamento di chi cerca di allontanare da sé le gravi responsabilità della chiusura del punto nascite, dando parvenza di un reale interessamento, nonostante questi due anni di chiusura siano stati usati per far cadere nell’oblio la vicenda. Incomprensibile la partecipazione dell’ex sindaco di Scandiano Alessio Mammi, ovvero di chi ha beneficiato della deroga pur non avendone i requisiti, rubando il servizio ed i medici al Sant’Anna. Ci chiediamo se a Roma abbia unito la richiesta della riapertura di Castelnovo con quella di scongiurare la chiusura, già decisa, del punto nascita di Scandiano, perlomeno fino a dopo le elezioni regionali».

«Poi ribadiamo ancora una volta – continuano – che al ministero, quando ci siamo andate noi, ci hanno detto che aspettano una semplice richiesta di revisione del parere, essendo stato in precedenza formulato sulla base di “dati inesatti” pervenuti dalla Regione Emilia Romagna, su tempi di percorrenza, appartenenza dei medici al Santa Maria e non in prestito. Bonaccini non la vuole mandare perché significherebbe per lui perdere la faccia. Intanto, a causa sua, le donne partoriscono per strada».

Concludono le Cicogne: «È dal giugno 2018 che Bini e la onorevole Incerti favoleggiano il progetto sperimentale per l’ospedale nell’ambito delle Aree Interne, ma del quale non hanno mai scritto un rigo di proposta nel merito. Ora, però, tutto fa brodo. Immaginiamo che ancora una volta la partita si svolgerà nella sagrestia del partito di maggioranza e che i cittadini e le donne saranno tagliate fuori dalla costruzione di questo fantomatico nuovo progetto». —

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