Felicità e commozione per il festeggiato Griminelli
Il flautista ha raccolto a raduno i suoi amici stellari regalando pura emozione Da Zucchero a Bocelli, da Renato Zero all’amatissimo Sting: «Noi siamo fratelli»
Una serata indimenticabile e in un certo senso anche storica. In tanti tra i presenti l’altra sera al Palabigi per la festa-concerto in occasione del 60esimo compleanno di Andrea Griminelli lo dicevano, mentre sul palcoscenico sfilavano stelle come Andrea Bocelli, Amii Stewart, Renato Zero e per finire il grandissimo Sting.
Una serata frizzante e allo stesso tempo densa di sentimento, poiché il protagonista pur soddisfatto e radioso, era visibilmente emozionato. Sempre così franco e sincero, Griminelli lo ha ammesso più di una volta con Red Ronnie, conduttore della serata, che si è guadagnato pure lui più di un applauso.
I duetti
Andrea Griminelli, accompagnato dal suo flauto sempre più magico, ha duettato con tutti gli amici che si sono alternati sul palco.
A partire da Andrea Bocelli che ha proposto la versione pop dell’Adagio del Concierto de Aranjuez di Rodrigo; Bocelli, in forbito toscano, ha raccontato della sua amicizia con il flautista conosciuto attraverso Luciano Pavarotti ma anche di quando frequentò da piccolo l’Istituto Ciechi a Reggio Emilia, città a cui è molto legato per l’amicizia con Fulvio Montipò che lo fece debuttare al Teatro Valli (è stato nel 1997 quando prese parte al concerto del Bicentenario del Tricolore diretto da Claudio Abbado, ndr). Ha anche fatto ridere il pubblico Andrea Bocelli quando ha detto di avere imparato anche dei termini dialettali nostrani come “tal degh” e “veh”; generosissimo il tenore toscano ha quindi duettato con il soprano Sumi Jo proponendo il notissimo “Libiamo” da La Traviata.
Un mago sul palco
A un’elegantissima Amy Stewart, interprete incantevole del “Secret of the Sahara” scritto da Ennio Morricone è subentrato Renato Zero in cappotto nero e cilindro proprio come un vero e proprio mago: ha conquistato tutti con la sua voce potente che ha intonato “Più su” seguito da “Potrebbe essere Dio”.Mentre il gran finale, e non poteva essere altrimenti, è toccato al grande Sting. E qui l’emozione che per tutto il tempo ha mostrato Andrea Griminelli (all’inizio aveva perso sbadatamente gli occhiali e aveva dovuto prestarglieli una signora in platea) è diventata intensa commozione.
L’abbraccio
Così un po’ più lungo è stato l’abbraccio tra i due mentre il flautista ha esclamato «Noi siamo come fratelli!» e la stessa cosa ha detto Sting. Classe, e uno stile ineccepibile ha esibito il cantante irlandese che alla fine ha strappato un lunghissimo applauso mentre intonava “Roxanne" che il festeggiato ha dedicato alla moglie. In coda, durante la passerella finale, Renato Zero da autentico matador ha accennato con la platea entusiasta a “Simmo 'e Napule paisà” collegandosi alle battute ironiche sui nostro politici fatte durante il suo intervento precedente. —
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