Maltrattava il fratello per avere il suo denaro Il giudice li allontana
Per tre anni un ragazzo disabile ha sopportato le vessazioni Fino a quando ha raccontato tutto alla polizia locale
Bassa reggiana. Da circa tre anni vessava il fratello disabile per poter gestire il suo denaro, ma a seguito dell’indagine condotta dagli agenti del corpo di polizia locale “Bassa reggiana” quanto avveniva dietro le mura domestiche è venuto alla luce e il gip lo ha punito con la misura cautelare del divieto di avvicinamento.
Per un ragazzo disabile residente in un Comune della Bassa Reggiana sono stati anni di inferno, durante i quali ha dovuto sopportare le aggressioni fisiche e psicologiche del fratello maggiore con cui condivideva l’appartamento e che lo maltrattava: voleva gestire il denaro che il fratello, dipendente di una ditta della Bassa, portava a casa mensilmente.
Dopo aver subìto a lungo in silenzio, nella speranza che la situazione migliorasse, il ragazzo disabile ha trovato il coraggio di confidarsi con un agente della polizia locale che ha subito segnalato la circostanza al nucleo di polizia giudiziaria che ha avviato le indagini. Gli agenti hanno potuto ricostruire una serie infinita di umiliazioni, offese e minacce messe in atto dal fratello più grande che avevano portato il disabile a vivere in una situazione di sofferenza e paura, senza intravedere alcuna via d’uscita. L’attività di indagine ha consentito, inoltre, di appurare che il disabile aveva dovuto sopportare prepotenze, percosse, umiliazioni e ingiurie per almeno tre anni, durante i quali gran parte del denaro da lui guadagnato attraverso il lavoro quotidiano gli sarebbe stato sottratto dal fratello.
Gli agenti hanno ricostruito anche due episodi di minacce avvenute utilizzando un coltello e un episodio di violenza fisica che aveva costretto il ragazzo a ricorrere alle cure del personale del pronto soccorso, dichiarando agli operatori invece una caduta accidentale per paura delle ritorsioni del suo aguzzino. Una volta che il ragazzo ha trovato il coraggio di parlare con gli agenti, la sua situazione si è completamente modificata in quanto gli operatori, con l’aiuto dei Servizi sociali, gli hanno trvato un alloggio protetto – lontano dal fratello – e richiesto la nomina di un amministratore di sostegno che potesse vigilare sulla gestione del denaro e quindi impedire che l’altro fratello se ne impossessasse. Con diversi elementi in mano che dimostravano questa condotta illegale perpetrata tanto a lungo, gli agenti hanno richiesto al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio Emilia un provvedimento cautelare nei confronti del fratello maggiore, al quale è stata notificata un’ordinanza che gli impedisce ora di avvicinarsi al luogo di dimora e di lavoro del fratello. —
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