Ruba componenti Interpump Viene licenziato e condannato
Il dipendente infedele era stato sorpreso dal caporeparto a sottrarre pompe Prima era scattato l’allontanamento, ora la sentenza: 7 mesi e 200 euro di pena
È stato colto sul fatto dal caporeparto mentre sottraeva componenti per pompe da un reparto dello stabilimento Interpump Group di Calerno di Sant’Ilario.
Il dipendente infedele – un 55enne residente a Reggio Emilia –, che ha già pagato con il licenziamento il suo gesto, ora è stato condannato per il reato di furto aggravato a 7 mesi di reclusione e 200 euro di multa, oltre al pagamento delle spese legali nonché al risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio a favore della parte civile, la Interpump Group Spa, società quotata in borsa e presieduta da Fulvio Montipò.
Poiché la condanna è inferiore a due anni, il 55enne non vedrà mai il carcere. Ma il fatto che l’azienda si sia costituita parte civile, affidandosi all’avvocato Roberto Sutich, dimostra che i vertici dell’industria hanno voluto andare fino in fondo, facendone un caso esemplare e di principio.
L’episodio incriminato risale al 24 maggio 2014. Il 55enne, inizialmente a tempo determinato, era stato assunto a tempo indeterminato su proposta del caporeparto, diventato poi il suo principale accusatore.
Quel giorno, come ha raccontato il superiore nelle precedenti udienze, il caporeparto si è insospettito perché ha visto alle 5.30 il dipendente (che attaccava il turno alle 6) in una zona produttiva diversa dalla sua. Il 55enne aveva in mano due “teste”, componenti per pompe che al grezzo costano 57 euro l’una ma di listino vengono vendute a 700 euro. Il caporeparto ha visto il dipendente entrare senza timbrare, prendere quelle componenti, infilarle nel suo zaino e dirigersi velocemente verso la propria macchina, tra l’altro parcheggiata in modo anomalo, proprio davanti all’uscita di quell’area.
A quel punto il responsabile ha chiesto all’addetto cosa stesse facendo. «Lasciami stare. Ho dei problemi. Non dire niente a nessuno», avrebbe risposto quest’ultimo – sempre secondo il racconto del superiore – prima di allontanarsi in auto. Durante la deposizione il caporeparto ha aggiunto che prima di scappare il dipendente lo ha spinto con forza: tanto che l’avvocato Sutich ha sostenuto che si trattava di una rapina impropria. Circostanza che il 55enne, difeso dall’avvocato Vainer Burani, ha negato, mentre la difesa ha puntato sul fatto di lieve entità.
Il dipendente, nel frattempo diventato ex poiché è stato licenziato e ha firmato un accordo con il gruppo leader per evitare cause di lavoro, ha dovuto affrontare il processo penale per furto aggravato. La conclusione della vicenda è arrivata ieri in tribunale, con il giudice monocratico Sarah Iusto che ha condannato il 55enne, che ha pagato salato il conto del suo sbaglio. —
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