Un delitto senza strepiti I vicini sono sconvolti «Nessuno si è accorto»
REGGIO EMILIA. «Sono sconvolto. È una famiglia unita e tranquilla. Non hanno mai dimostrato alcun disagio». La voce di Mustafa Moutahid è quella di tanti altri vicini di casa della famiglia Gaudiero. Tre uomini che vivevano insieme, padre, figlio e zio, collaborativi tra loro e senza mai alcun eccesso. Mai un grido né trambusti, nonostante Davide Gaudierio, l’omicida che ha ucciso nel sonno lo zio Paolo, avesse conclamati problemi psichiatrici. «Certo avevano delle difficoltà» racconta Moutahid.
Ciro Gaudiero si muove con la carrozzella, senza rinunciare però alla sua autonomia. Prova ne è il furgoncino che guida da sè, sul quale carica la carrozzella e il figlio per andare a fare la spesa o compiere altre commissioni.
Al primo piano della palazzina dell’Acer di viale Primo Maggio, la famiglia Gaudiero vive da 12 anni assieme agli altri inquilini. «Sono sempre stati gentili e tranquilli – racconta una donna al rientro in casa – nessuno ha sentito nulla stamattina. Nemmeno io che sono uscita alle cinque per andare al lavoro. Non abbiamo sentito nulla. Poi è arrivata la polizia». —
E.L.T.
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