«Una tragedia familiare Non ci sono dubbi su autore e movente»
REGGIO EMILIA. Ha confessato subito di aver ucciso lo zio, il giovane di 27 anni che ieri mattina, nel Villaggio Stranieri a Reggio Emilia, ha colpito Paolo Gaudiero con cinque coltellate ed è stato arrestato dalla polizia appena gli agenti sono giunti nell’appartamento di viale Primo Maggio. Per la questura, quindi, si è trattato di un’indagine lampo, vista la confessione e i riscontri.
«Si tratta di un omicidio avvenuto in un contesto familiare: il nipote ha ucciso lo zio con cinque coltellate. Il ragazzo soffre di una patologia psichiatrica conclamata – ha dichiarato ieri Carlo Maria Basile, dirigente delle Volanti – Si è alzato, ha preso il coltello in cucina e ha commesso questa azione. Dopodiché il padre ci ha chiamato e siamo intervenuti. La dinamica è abbastanza chiara. Sono in corso ulteriori accertamenti. Si tratta di una tragedia familiare».
Davide Gaudiero – con problemi di schizofrenia e da tempo in cura all’Ausl – aveva anche un profilo Facebook su cui postava foto e articoli. Una vita in apparenza regolare, salvo il ricorso alle cure psichiatriche grazie alle quali era riuscito ad attenuare la schizofrenia della quale soffriva e sulla quale vigilavano anche il padre Ciro e lo zio, quest’ultimo diventato in poco tempo oggetto di critiche da parte del ragazzo che nel volgere di una notte è diventato un omicida. —
E.L.T.
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