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Resta in cella il 27enne che ha ucciso lo zio La malattia e quelle voci sempre più forti

Resta in cella il 27enne che ha ucciso lo zio La malattia e quelle voci sempre più forti

Davide Gaudiero ha ribadito la confessione. L’avvocato difensore Gherpelli: «A mio avviso è scontata la non imputabilità»

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Rimane in carcere Davide Gaudiero, 27 anni, il giovane con problemi psichiatrici che nella notte tra mercoledì e giovedì ha afferrato un coltello da cucina uccidendo con cinque colpi lo zio Paolo Gaudiero, 57 anni, che lo accudiva insieme al padre Ciro Gaudiero (59 anni), in carrozzina.

Il dramma familiare, consumatosi in un appartamento Acer di via Primo Maggio (laterale della via Emilia in zona Quinzio che conduce all’impianto sportivo), dal punto di vista investigativo e giudiziario è lampante. C’è il coltello da cucina sequestrato, c’è il reo confesso: Davide Gaudiero ha ammesso subito di essersi alzato alle 5, mentre zio e padre dormivano, perché insonne e tormentato da “voci” che gli additavano lo zio come una minaccia. Un rapporto sereno, quello con la vittima: lo zio paterno quattro anni fa, dopo il decesso della mamma di Davide, aveva deciso di lasciare il lavoro e trasferirsi a Reggio Emilia per prendersi cura dei familiari. Sereno almeno fino a una vacanza in Spagna, l’estate scorsa, quando un litigio tra zio e nipote ha incrinato la fiducia nella mente confusa di Davide, seguito dal Centro di Salute Mentale Ausl da otto anni.

L’udienza di convalida dell’arresto, che si è svolta al carcere della Pulce, ieri era fissata per le 11.30, ma è iniziata alle 12 e si è protratta fino alle 14. Questo perché «il Gip Andrea Rat ha mostrato una particolare delicatezza: ha aspettato per un disguido burocratico e ha concesso al giovane il tempo per tranquillizzarsi. Un approccio umano e fantastico», l’ha definito l’avvocato di fiducia dell’omicida Lalla Gherpelli. Assente il pm Isabella Chiesi, che ha già ascoltato poche ore dopo il delitto, in ospedale, il 27enne accusato di omicidio volontario. Davide ha ribadito quanto già dichiarato in quella sede. «Si rende conto di aver commesso un atto molto grave ed è consapevole di essere malato – ha dichiarato il legale – Al contempo il mio assistito è sembrato molto concentrato su quelle “voci” che condizionano profondamente la sua vita: ha detto che a volte non riesce a zittirle, sono così forti da risultare ingovernabili». Al contempo Davide Gaudiero ha mostrato una grande proprietà di linguaggio e un profondo dispiacere.

Al termine della seduta il Gip ha convalidato l’arresto e confermato la misura cautelare: il 27enne resterà nella Sezione tutela salute mentale della Pulce, seguito da psicologi e psichiatri nonché sorvegliato a vista per scongiurare gesti estremi. Per ora, perché secondo il difensore «è ovvio che occorre trovare una collocazione idonea alternativa alla detenzione e occorre una perizia», per stabilire se al momento del raptus l’assassino era capace di intendere e di volere. «A mio avviso è di tutta evidenza la non imputabilità del giovane, affetto da una patologia conclamata. Perfino i fatti così come sono avvenuti lo confermano», ha proseguito l’avvocato Gherpelli. L’iter giudiziario si giocherà per intero su questa partita.

Nel frattempo ieri sono iniziate le operazioni peritali per l’autopsia sulla vittima, che con tutta probabilità avrà luogo lunedì. L’esame potrà stabilire se il 57enne, sorpreso nel sonno nel suo letto, abbia opposto resistenza. —



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