Reggio Emilia, restituiti i ricordi di una vita a un anziano vedovo truffato da due finti agenti della Municipale
I carabinieri recuperano dopo un inseguimento una refurtiva da 50mila euro Fra i gioielli la fede della moglie defunta, rubati da finti agenti della Municipale
REGGIO EMILIA. Vedovo da tre anni, aveva conservato in una cassaforte i gioielli della sua compianta moglie, fra i quali anche la fede su cui era incisa la data del matrimonio, celebrato nel 1965. I ricordi di una vita, finiti nel mirino di una banda di malviventi, che presentandosi a casa sua travestiti da agenti della Municipale sono riusciti a rubargli tutto: un bottino del valore di quarantamila euro, che i carabinieri hanno recuperato dopo un inseguimento, riconsegnando all’anziano la refurtiva. E ora è caccia ai responsabili, molto probabilmente autori di truffe analoghe. È successo venerdì in un’abitazione nelle vicinanze dell’ospedale.
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La truffa è stata messa a segno ai danni di un 82enne, che nel giro di poche ore è passato dalla disperazione per il furto all’emozione per il ritrovamento. «Chiamate sempre il 112 quando si presentano alla porta sconosciuti, uomini in divisa o tecnici di gas e luce. Dalla centrale possiamo controllare se si tratta di truffatori», afferma il tenente colonnello Stefano Bove, comandante del reparto operativo.
IL COLPO
Alla porta di casa dell’anziano si sono presentati due malviventi, che con una finta pettorina si sono spacciati per agenti della Municipale, sostenendo di dover verificare una perdita di gas e cominciando a distrarre l’82enne. Per disorientare la vittima, i carabinieri ipotizzano che sia stato usato spray al peperoncino. L’82enne, infatti, si è trovato d’un tratto la cassaforte vuota. È qui che custodiva i suoi ricordi, come ha raccontato ai carabinieri di Reggio presentando denuncia: gioielli della sua defunta moglie, che i due finti agenti non hanno esitato a far sparire, dandosi alla fuga.
L’INSEGUIMENTO
Una corsa in auto durata poche ore, terminata quando i carabinieri di Quattro Castella hanno intercettato un’Audi A3 nera sospetta, che da Reggio si stava dirigendo verso il comune matildico. A bordo tre persone, che alla vista delle forze dell’ordine hanno cominciato a spingere sull’acceleratore: un inseguimento ad alta velocità durato cinque chilometri, quando i tre truffatori – finiti in una strada senza uscita – hanno deciso di abbandonare l’auto e proseguire a piedi, nascondendo la refurtiva in un sacchetto, dietro una pianta. Un bottino composto da circa 400 grammi di monili, che i carabinieri di Quattro Castella hanno recuperato durante le ricerche dei fuggitivi: gioielli per un valore di 50mila euro, 40mila dei quali rubati poche ore prima proprio all’anziano reggiano. Sul resto della refurtiva i carabinieri stanno cercando di risalire ai proprietari.
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IL KIT
Nell’auto, ora posta sotto sequestro, anche un kit da truffatore professionista: attrezzi da scasso, targhe clonate, finte pettorine, confezioni di spray al peperoncino, 300 euro, tesserini per presentarsi come finti tecnici, una paletta della Protezione Civile. Persino un disturbatore di frequenze per cellulari (impiegato per impedire alle vittime di telefonare per chiedere aiuto) e una radio sintonizzata sulle frequenze dei carabinieri. Materiale su cui sono state rilevate le impronte digitali, inviate alla Scientifica per la comparazione con i pregiudicati censiti in Banca Dati. Quanto all’anziano, che aveva presentato già denuncia, è stato convocato in caserma per il riconoscimento dei gioielli: ricordi di una vita recuperati quando tutto sembrava perduto. —
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