Salute mentale, l’anno scorso 6.440 pazienti come Davide
I dati del Dipartimento Ausl dove l’assassino era in terapia psichiatrica Negli ultimi tre anni il trend è di lieve e costante incremento di richieste
l’esperto
Come i Gaudiero, sono tante le famiglie che si ritrovano a dover gestire quotidianamente congiunti con problemi psichiatrici: oltre seimila l’anno scorso, secondo i dati Ausl. Ne abbiamo parlato con il dottor Gaddomaria Grassi, direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl.
Quanti sono i casi psichiatrici seguiti nel Reggiano?
«Premetto che il Dipartimento comprende una vasta gamma di pazienti: oltre alle dipendenze (droghe, alcol, etc.), al Csm si rivolgono sia persone con disturbi d’ansia lievi, come attacchi di panico dovuti a un periodo di stress, sia persone con patologie di lunga data. Nel 2018 nell’intera provincia sono stati 10.570 gli adulti venuti in contatto con il Centro, comprendendo anche una sola consultazione. I pazienti presi in carico sono stati 6.440, dei quali 1.292 nuovi».
In aumento?
«L’anno precedente i contatti sono stati 10.284, mentre gli utenti in carico erano 6.257 nel 2017 e 6.032 nel 2016. Negli ultimi tre anni la richiesta è cresciuta, in modo costante anche se non esponenziale. Del resto uno studio Oms prevedeva che nel 2020 la depressione sarebbe stata la seconda causa nel mondo per giorni di lavoro persi. Il fatto che esista un maggior bisogno psichiatrico è inequivocabile. Speriamo che si riesca ad aumentare l’offerta».
Già, il tema è questo. Quali sono i servizi disponibili?
«Il trattamento al Csm comprende sia l’aspetto clinico (colloqui, visite, terapie farmacologiche) sia l’aspetto socializzante, come il centro diurno. Si può far ricorso alle residenze: quattro per le fasi acute (in via Petrella e via Amendola in città, una a Guastalla e una a Scandiano) e due per i trattamenti riabilitativi (a Reggio e a Castelnovo Monti). Esistono le strutture del privato sociale, non psichiatriche ma socio-sanitarie».
Tutte soluzioni a breve termine. Si ha la sensazione che, di fronte a malattie mentali di lungo corso, i familiari siano lasciati soli.
«Per ciascuno si cerca di formulare un progetto insieme ai Servizi sociali: il “budget di salute”, che va dalla terapia all’inserimento sociale e lavorativo, con l’obiettivo dell’autonomia del singolo. Entrano in gioco mille variabili. A volte ha successo, a volte meno». —
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