Blitz animalista sulla Torre ingabbiata
Nella notte è stato appeso un cartello sulla cima del cantiere, a 40 metri d’altezza: scatta la denuncia, indagini in corso
REGGIO EMILIA. Ieri mattina, in cima alla Torre di San Prospero, svettava un cartellone 8 metri per 3 di chiaro stampo animalista.
Una scritta in inglese che suona “qual è la differenza?” e sotto due immagini: una pistola puntata alla testa di un maiale e un’altra pistola che prende di mira un bambino. Un’azione al momento non rivendicata da alcun gruppo ma che è stata denunciata ai carabinieri.
A presentare la denuncia è stato Stefano Ovi, presidente del Comitato promotore per il restauro della torre cinquecentesca, che ieri mattina si è portato subito sul posto una volta informato dell’incursione notturna e ha fatto immediatamente rimuovere il manifesto.
È stato infatti sicuramente nel cuore della notte che qualcuno (più facilmente un gruppo di persone considerando la grandezza del cartellone) entrando da via Arcipretura ha fatto un buco (ancora ben visibile) nella rete protettiva del cantiere per poi arrampicarsi sulle impalcature interne per 40 metri fino alla sommità dove è stato appeso il cartellone in questione.
I carabinieri, raccolta la denuncia, hanno provveduto a sequestrare il manifesto e sono in corso indagini per risalire all’origine degli autori dell’atto. Non è sicuramente la prima volta che gruppi animalisti organizzano azioni di protesta a Reggio Emilia, ma è altrettanto vero che ogni volta questi gruppi si presentano con un’etichetta precisa e non si nascondono, come è successo in questo caso, dietro l’anonimato.
«Non bisogna dare troppo spazio a questa gente – è il commento di Stefano Ovi – da un lato perché non aspettano altro che apparire e dall’altro perché ci potrebbe essere qualcuno portato a emularli. Meglio continuare a pensare ai restauri e sperare di potere inaugurare il prima possibile la “nuova” torre.
Già, meglio pensare ai restauri. Quanti mesi e quanti euro mancano?
«Speriamo – si augura Ovi – di potere smontare il cantiere il prossimo autunno. Quanto ai finanziamenti, mancano ancora 150mila euro all’appello».
I lavori di restauro della Torre di San Prospero erano iniziati nel dicembre del 2018 resi necessari dal distaccamento di materiali e di infiltrazioni d’acqua.
Due anni prima si era costituito il Comitato per il restauro (diventato onlus) guidato da Stefano Ovi per cercare il milione di euro necessario a compiere le principali opere. Dalla nascita del Comitato è partita una gara di solidarietà che ha messo in campo enti, associazioni, aziende e semplici cittadini.
E ora il countdown può iniziare. —
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