Emergenza violenza sulle donne: una reggiana al giorno chiede protezione contro le botte del partner
I dati 2018 raccolti dal Tavolo interistituzionale del Comune sono «emergenziali», ma il sommerso è molto più ampio: «Molte hanno paura o vergogna, non denunciano»
REGGIO EMILIA. Stai zitta o ti ammazzo. Non vali niente, non sei in grado di fare niente. Ora ti riempio di botte. Se mi lasci uccido te e i tuoi figli. Ti taglio la gola. Ti sfiguro con l’acido. Sei solo una pu***. Non puoi andare via, tu mi appartieni, sei mia. Parole, minacce che spesso si trasformano in realtà, contenuti nei fiumi di inchiostro di migliaia di verbali delle forze dell’ordine, atti del tribunale, pagine dei quotidiani.
Parole contenute nel viola dei lividi mascherati con vergogna da un trucco che non basta mai, nelle lacrime di chi ha il coraggio di confidarsi e chiedere aiuto. Racconti di drammi quotidiani che si consumano, spesso nella totale solitudine, ai danni di centinaia di donne che abitano la provincia reggiana.
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Una violenza senza fine che, nonostante gli stereotipi, quasi sempre colpisce le italiane, anche le più istruite, vittime all’interno delle mura domestiche di uomini anch’essi quasi sempre italiani. Una vera e propria «emergenza», così è stata definita ieri dai componenti del Tavolo interistituzionale di contrasto alla violenza maschile contro le donne, riunitisi in Comune per redarre il bilancio dell’attività 2018 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Il Tavolo, uno dei primi in Italia creato con questa specifica tematica, è una vera e propria rete che diversi attori istituzionali e sociali stanno cercando, da anni, di creare a protezione delle donne. Un abbraccio che faccia capire alle vittime, spesso dipendenti dal lavoro del marito e osteggiate dalle stesse famiglia, che non sono sole, che possono farcela.
Ieri, a raccontare l’attività svolta e i numeri drammatici di questa emergenza, c’erano tutti gli attori in campo: il sindaco e presidente del Tavol, Luca Vecchi; l’assessora alla Cultura e pari opportunità Annalisa Rabitti: la presidente dell’associazione Nondasola Silvia Iotti; la dirigente dei Servizi sociali del Comune Germana Corradini; Francesca Ghirri, avvocata del Servizio legale del comune; Francesco Panetta, Dirigente della Divisione anticrimine della questura; Celestina Tinelli, presidente dell’Ordine degli avvocati; Francesca Santi, medico del pronto soccorso e referente percorso violenza; Maria Stella D’Andrea, medico legale e criminologa clinica dell’Ausl; Giovanna Fava per il Forum donne giuriste; Claudia Auguzzoli, consigliera della Provincia di Reggio con delega alle Pari opportunità.
Una delle realtà maggiori storicamente attive sul territorio è senza dubbio quella di Non da sola, che gestisce il Centro antiviolenza - Casa delle donne. Nel corso del 2018 sono state 334 le nuove donne accolte in queste strutture, la maggior parte italiane. La fascia di età prevalente è quella compresa tra i 30 e i 39 anni e 196 sono le madri con figli minorenni, 93 con figli maggiorenni. Il 57% di questi figli ha a sua volta subìto abusi. La maggioranza delle violenze subite sono di tipo psicologico e fisico, ma sono numerose anche quelle di tipo economico e le violenze multiple.
Per quanto riguarda l’autore delle violenze in 259 casi si tratta dell’attuale partner, quasi sempre italiano e con fascia d’età prevalente compresa tra i 40 e i 49 anni. Vi è poi un 30% di uomini che maltratta le compagne straniere mentre è da abbattere lo stereotipo che dipinge i violenti come squilibrati o dipendenti da droga o alcol. Entro la decina sono gli etilisti e altrettanti i tossicodipendenti.
Sono invece 168 le donne, tra quelle in carico dal Servizio sociale del Comune, che hanno dichiarato di aver subito violenza da parte di un uomo. Di queste l’80% ha dichiarato che l’autore delle violenze è l’attuale partner e, in questo caso, si tratta in misura maggiore di donne con cittadinanza straniera. Sia per le donne che per l’autore del reato la fascia di età prevalente va dai 30 ai 49 anni (circa il 55% dei casi) ma sono in aumento anche le minorenni abusate o vessate dai fidanzatini, un fenomeno allarmante sul quale il Comune sta lavorando per redigere delle apposite statistiche.
Numerose anche le donne che si sono rivolte al sistema sanitario per farsi curare a aiutare. Sono 359 quelle accolte al pronto soccorso, con un aumento della fascia di età dai 18 ai 29 anni, e in lieve aumento anche il numero di casi in età giovanissima, dai 15 ai 18 anni. Le richieste, anche qui, provengono in numero maggiore da donne italiane.
Sono stati invece 11 i casi di violenza seguiti dal Consultorio familiare, in egual misura contro donne italiane e straniere, mentre il Forum donne giuriste ha presentato 16 ricorsi per ordine di protezione. La metà di essi è stata presentata da donne italiane nei confronti di uomini italiani e di questi 8 sono stati accolti, 4 definiti con un accordo e altrettanti rigettati.
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