A 90 anni Edi Bondioli riceve da Unimore la laurea honoris causa
LUZZARA. «Da studente non ho mai copiato un compito. Tutti i nostri prodotti provengono dalle nostre industrie ma per imporci sul mercato, dato che tanti concorrenti ci hanno copiato, dobbiamo sempre offrire ai nostri clienti un qualcosa in più: per questo ci affidiamo a tecnologie futuristiche». Sono alcuni dei passaggi della lectio magistralis di Edi Bondioli – suzzarese molto noto anche nella Bassa reggiana – che da cavaliere del lavoro è stato insignito della laurea in ingegneria meccanica all’età di 90 anni. Quanta emozione nel vestire la toga e un tocco che non riusciva a stare in equilibrio sulla testa. Lui che non ha mai portato un cappello.
Dalla bottega di Suzzara in via Piave, aperta il 19 ottobre 1950 con il socio Guido Pavesi, alle 14 unità produttive e 13 aziende commerciali sparse per il mondo che occupano circa 1.700 dipendenti. È l’incredibile percorso di Edi Bondioli, fondatore della Bondioli&Pavesi, uno dei più noti industriali mantovani, la cui fama ha superato i confini nazionali. Nei giorni scorsi Unimore, nell’aula magna della Fondazione UniverMantova ha attribuito a Bondioli il più importante titolo accademico che, per consuetudine a partire dagli anni 30, viene conferito a personalità per meriti scientifici. Finora sono state assegnate solo 8 lauree honoris causa, tra cui quelle a Piero Ferrari, figlio del Drake, e a Luca Cordero di Montezemolo.
Il vicedirettore della fondazione UniverMantova, Paolo Veronesi, nella laudatio, ha spiegato le ragioni che hanno portato ad assegnare a Bondioli la laurea honoris causa in Ingegneria meccanica: «Edi Bondioli ha dimostrato una vivace creatività unita a padronanza tecnica, intuito e innate capacità progettuali oltre che capacità imprenditoriale». Nella sua lectio magistralis Bondioli ha raccontato le origini della Bondioli&Pavesi ha spiegato i principali prodotti ideati e brevettati, con particolare riferimento all’albero cardanico che ha fatto conoscere l’azienda in tutto il mondo. «Da grande non volevo andare sotto padrone», ha detto. Standing ovation finale e brindisi. —
Mauro Pinotti
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