Falsi legali e marescialli arraffano soldi e monili agli anziani soli in casa
Ricostruiti cinque episodi avvenuti in pochi mesi nel 2016 Pesanti condanne per un uomo e una donna di Napoli
Cinque odiosi episodi – avvenuti nell’arco di pochi mesi nel 2016 – con anziani soli in casa come “prede” da circuire spacciandosi come avvocati o marescialli per poi arraffare soldi e gioielli.
Vicende emerse ieri nell’udienza preliminare – con rito abbreviato – tenutasi davanti al gup Luca Ramponi e con due persone alla sbarra: Giuseppe Bastone (37 anni, di Napoli) e la concittadina Anna Raia (42 anni). Le accuse, a vario titolo, di estorsione, violenza privata, furto e rapina in un caso. Come ha ripercorso il pm Maria Rita Pantani, i due imputati vengono chiamati in causa (il 5 febbraio 2016 a Sant’Ilario), quando si erano presentati telefonicamente prima come avvocato e poi come maresciallo, dicendo a un’anziana che il figlio era stato arrestato, e che avrebbe dovuto pagare 2.800 euro perché lui fosse liberato. L’anziana non aveva ceduto alle pressioni ed era riuscita a contattare telefonicamente il figlio. Invece a Reggio Emilia – l’8 marzo 2016 – sempre i due, spacciandosi come carabinieri, costringevano un’anziana ad aprire la cassaforte per dover controllare soldi e gioielli, dopo una telefonata fatta da un falso maresciallo (un complice rimasto ignoto, ndr) che le prospettava l’imminente necessità di dover interrogare il figlio. Così si erano impossessati dei monili (del valore di 12mila euro) e di 1.760 euro in contanti. All’anziana avevano fatto credere di aver rimesso i preziosi e i soldi nella cassaforte. In città poi – il 4 maggio 2016 – si arrivava alla rapina: spacciandosi da collaboratore di un avvocato e da maresciallo, si erano fatti consegnare 5mila euro, dicendo che servivano a evitare l’arresto delle nipoti. Poi, spostando di peso l’anziana, erano andati in camera da letto e avevano razziato gioielli per 6mila euro. Due colpi tirano in ballo a processo solo Bastone. L’8 aprile 2016, in città, con due complici (uno non individuato, per l’altro si procede separatamente, ndr) faceva credere a un’anziana che il figlio era stato arrestato. Presentandosi come carabinieri arraffavano 460 euro e gioielli per 5mila euro. Mentre l’11 luglio 2016, un anziano veniva costretto a consegnare a Bastone e ad altri complici (non trovati) 2mila euro. Il processo si è chiuso con una doppia condanna: 4 anni e 8 mesi di carcere a Bastone e 2 anni e 4 mesi a Raia. —
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