Paoli, sindaco di Bagnolo «Il colpevole sia allontanato»
La condanna del primo cittadino: «Anche gli spettatori dovrebbero intervenire» Bagnolo Bene Comune: «Inopportune le dichiarazioni di Isacco Manfredini»
BAGNOLO. «Dispiace vedere il nostro paese sulle prime pagine di giornali e televisioni per un episodio di razzismo. Dispiace, ma forse è bene che sia capitato ora a seguito del gesto deprecabile di un singolo, piuttosto che più avanti, magari per mano di un gruppo più numeroso». Il sindaco di Bagnolo Gianluca Paoli ieri è intervenuto sulla vicenda avvenuta allo stadio Fratelli Campari.
«Se è vero che la condanna dell’offesa a sfondo razziale compiuto da un uomo solo non può ricadere su un’intera comunità, è anche vero che tutti dobbiamo interrogarci su quanto accaduto, evitando di ritenerci esenti da responsabilità. Chi ha frequentato gli stadi, sa che il problema delle offese, anche razziali, è sempre esistito. Ignoranza e intolleranza sono problemi della società di cui spesso lo stadio diventa lo sfogatoio privilegiato, nella codarda sicurezza che nessuno chiederà mai conto di quanto detto o fatto. Ecco, su questa sicurezza dobbiamo lavorare, sul convincimento che l’offesa resterà impunita. Come istituzioni, chiedendo con fermezza il Daspo per il protagonista di questo episodio increscioso. Come cittadini, facendo la nostra parte ogni giorno, lavorando in primis su noi stessi. Quando assistiamo a casi di razzismo, come capitato domenica allo stadio di Bagnolo, interveniamo per porvi termine o ci giriamo dall’altra parte, per dissociarsi poi? Più in generale, nei nostri discorsi e nei nostri ragionamenti, riusciamo sempre a usare le parole giuste senza cedere a facili semplificazioni? A casa, a scuola, sul lavoro, nello sport, siamo esempio di tolleranza, di comprensione, di pazienza?».
Per il sindaco di Bagnolo «battaglie da vincere assolutamente come quella del razzismo si vincono nelle scuole facilitando l’integrazione, nelle società sportive condividendo gli obiettivi, nelle istituzioni promuovendo politiche culturali, nella vita di tutti i giorni con l’esempio e l’impegno in prima persona. Mi auguro che la prossima volta che torneremo sulle prime pagine dei giornali sarà per aver vinto definitivamente questa battaglia».
Sulla vicenda interviene anche il gruppo di minoranza, “Bagnolo Bene Comune”: «L’episodio accaduto allo stadio “Fratelli Campari” di Bagnolo è grave – si legge in una nota – Per colpa di qualche irresponsalbile, getta ingiustamente un’ombra disonorevole di razzismo sul nostro paese. Purtroppo – ad aggravare la situazione creata dagli insulti razzisti provenienti dalla tribuna ai danni del portiere ospite e culminata nella sospensione della partita – si è aggiunto un commento inopportuno e sbagliato di un dirigente della squadra bagnolese, Isacco Manfredini (che vogliamo credere non rappresenti il pensiero della società). A lui diciamo con chiarezza che nulla può attenuare o addirittura giustificare ululati e insulti a sfondo razzista. Nulla c’entra un fallo di gioco, che peraltro spetta all’arbitro rilevare ed eventualmente sanzionare. Dunque, non si puo minimizzare e allargare le braccia: al contrario, serve tolleranza zero verso i razzisti, dentro e fuori dagli stadi».
Solidarietà al portiere è stata espressa anche dai parlamentari della Lega Elena Murelli e Pietro Pisani: «Quel calciatore è un esempio di integrazione. È in Italia da anni ed è impegnato anche nel volontariato, un’attività per cui lo ringraziamo». —
J.D.P.
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