Gazzetta di Reggio

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Il centro d’ascolto della Caritas nella nuova mensa del Vescovo

Luciano Salsi

Il taglio del nastro dei nuovi locali dopo la ristrutturazione Camisasca: «Grazie ai finanziatori di questo intervento»

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Sono stati inaugurati ieri pomeriggio alle 18.15 i nuovi locali della Mensa del Vescovo e del Centro d’Ascolto del Centro Storico, la cui ristrutturazione è stata finanziata con i 200mila euro offerti dalla Fondazione Manodori tramite il bando Cresco, attivato nel 2017 grazie a un accordo con l’istituto del Gruppo Intesa Sanpaolo finalizzato a favorire l’accesso al credito ad enti e organizzazioni no profit.

NUOVE POVERTà

La Mensa del Vescovo ha una lunga storia e continuerà a svolgere il suo benefico servizio nella stessa sede, al numero 2 dello Stradone del Vescovado, nel secentesco palazzo che ospita la Curia diocesana. L’emergere delle nuove povertà, che accresce il numero delle persone da assistere, ha suggerito l’opportunità di ampliarla, ammodernarla e affiancarle il nuovo Centro d’Ascolto, che è il primo sportello della Caritas insediato nel centro urbano in aggiunta a quelli già presenti sul territorio. L’iniziativa risponde in primo luogo alla maggiore richiesta di distribuzione gratuita dei pasti, aumentata in questi ultimi anni in seguito alla lunga e complessa congiuntura economica negativa. Inoltre consente di attivare un punto di riferimento per venire incontro alle esigenze dei più fragili, per orientare e dare supporto a chi si sente smarrito o non sa a chi rivolgersi per avere un aiuto concreto.

TAGLIO DEL NASTRO

All’inaugurazione hanno preso parte il vescovo Massimo Camisasca, Maria Chiara Visconti, presidente della Mensa del vescovo, Isacco Rinaldi, direttore della Caritas diocesana, Romano Sassatelli, presidente della Fondazione Manodori e Marco Morganti, responsabile della Direzione Impact di Intesa Sanpaolo. Il vescovo ha citato il capitolo 25 del Vangelo di Matteo, da cui derivano le tradizionali sette opere di misericordia corporale, in particolare la prima, “dare da mangiare agli affamati”.

I COMMENTI

«Nulla – ha detto Camisasca – rivela il senso del nostro impegno verso gli altri meglio delle parole di Gesù. In questi anni abbiamo dovuto fare i conti con una minore disponibilità di risorse a fondo perduto, cosicché molti progetti non si sono potuti realizzare. Ma vi sono anche elementi positivi, come la maggiore responsabilità dei promotori, un maggior discernimento e un impegno a trovare forme alternative di sostegno. Credo che lo strumento ideato dalla Manodori e Intesa Sanpaolo possa essere di grande aiuto per le realtà di volontariato della nostra Chiesa locale, poiché come diocesi non eravamo in grado di finanziare questi due interventi».

MANODORI

Sassatelli ha sottolineato l’efficacia di questo sistema di finanziamento: «Cresco è uno degli strumenti innovativi che la Fondazione ha messo in campo in questi anni a supporto delle fragilità sociali diffuse. È un modo per moltiplicare il valore sociale degli investimenti, puntando all’inclusione e all’integrazione di soggetti a rischio di emarginazione, all’avvio di imprese sociali o culturali, alla collaborazione e alla condivisione tra soggetti diversi». Morganti ha aggiunto: «La collaborazione con la Manodori ci ha consentito di sperimentare con successo un modello di mixed finance che aggiunge risorse importanti alle erogazioni liberali. Siamo sulla strada giusta nel sostegno alle nostre comunità, attraverso la concessione di credito a soggetti con potenzialità, forte motivazione e buoni progetti ma non sempre dotati dei requisiti patrimoniali e reddituali». —



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