Gazzetta di Reggio

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L’onda lunga del Grande Fiume tra evacuazioni e ponti chiusi

Andrea Vaccari
L’onda lunga del Grande Fiume tra evacuazioni e ponti chiusi

Si prevede il raggiungimento di quota 7,90 all’idrometro di Boretto. Si apre un fontanazzo al confine con Pieve Saliceto

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Se esistesse un ipotetico podio delle piene del Po più importanti dell’ultimo ventennio, quella in corso in questi giorni si guadagnerebbe la medaglia di bronzo. Perché se la famigerata piena del 2000 sembra – per fortuna – ancora inarrivabile, con i suoi 9 metri e 6 centimetri, più vicina a quella attuale è quella del 2014, che vide l’idrometro borettese fermarsi a 8 metri e 18 centimetri. Dagli ultimi modelli elaborati da Aipo, si ipotizza che il colmo di questa piena arriverà a toccare una quota compresa tra i 7.80 e i 7.90 metri nel corso della mattinata di oggi, un valore che farebbe di questo fenomeno il terzo più importante da inizio secolo a oggi. Rispetto alle previsioni iniziali, sarà dunque una piena appena più bassa del previsto, ma che sarà comunque lunga in quanto il passaggio del colmo durerà diverse ore, e solo a metà pomeriggio la quota all’idrometro di Boretto inizierà la lenta decrescita.

LA GIORNATA

Dopo l’incontro avvenuto nella serata di lunedì, anche ieri mattina si è nuovamente riunito in prefettura il Ccs, il Centro coordinamento soccorsi per fare il punto della situazione.

È stato in questa sede che i sindaci dei Comuni rivieraschi reggiani e il prefetto Maria Forte, davanti ai dati dei tecnici, hanno preso atto che la piena stava rallentando il proprio ritmo e che il raggiungimento della quota dei 7,50 metri sarebbe giunta con qualche ora di ritardo rispetto alle previsioni.

Il raggiungimento di questo livello – definito soglia 3 – è avvenuto intorno alle 19.30 di ieri sera, ed è anche alla luce di questo rallentamento che è stata presa la decisione di anticipare alle 17 la chiusura di tre importanti vie di comunicazione: il ponte Boretto-Viadana, il ponte Guastalla-Dosolo e il tratto dell’argine maestro compreso tra Brescello e Luzzara.

Una contromisura che ha permesso di non creare eccessivo caos.

Sempre la quota di 7.50 ha inoltre comportato l’evacuazione della frazione brescellese di Ghiarole, che si trova in piena zona golenale.

VIABILITA’

La chiusura di ponti e argini non ha creato particolari disagi in quanto la popolazione era stata preventivamente informata e ha scelto strade alternative. Nessuna ripercussione, invece, per la circolazione ferroviaria, anche se sono in corso le valutazioni del caso. Questa mattina il primo treno delle 4.30, nel tratto interessato da un fontanazzo tra Boretto e Pieve Saliceto, procederà a velocità ridotta. Poi, a seconda della situazione, nel corso della mattina, verrà valutato se proseguire il trasporto su rotaia o se istituire un autobus sostitutivo sul tratto Boretto-Guastalla. Qualche disagio ha creato nella Bassa il guasto a un passaggio a livello tra Gualtieri e Guastalla, che ha provocato lunghe code. Ma su questo episodio la piena non ha inciso.

FONTANAZZI

Non c’è piena, negli ultimi anni, che non abbia visto la formazione del solito fontanazzo a Boretto, al confine con Pieve Saliceto, in un fazzoletto di terra compreso tra i campi e l’argine maestro.

I fontanazzi possono creare problemi nei periodi di piena in quanto si tratta di infiltrazioni d’acqua che si verificano nei pressi degli argini e possono compromettere la tenuta, e in questa zona quando il Po arriva a toccare livelli importanti il fenomeno si ripete con continuità.

Ieri mattina sul posto sono intervenuti i tecnici Aipo per fermare il fontanazzo, che si era formato all’interno di un canaletto di scolo. Grazie al posizionamento di una grossa tubazione, collocata con un cingolato, il flusso d’acqua è stato arrestato.

Un altro fontanazzo è stato localizzato a diversi chilometri di distanza, sempre nel territorio del Comune di Boretto, stavolta alle porte della frazione di Santa Croce, in località Colombana. Ma anche in questo caso l’intervento dei tecnici e dei volontari ha permesso di circoscrivere il problema. In entrambi i casi è stata predisposta sorveglianza 24 ore al giorno. —



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