Nicolini compie cent’anni e strizza l’occhio alle Sardine
Una telefonata di Mattarella, poi la sua casa di Correggio si riempie di ospiti «Migliaia nelle piazze per esprimere un dissenso e difendere i miei stessi ideali»
Compiere cent’anni è già di per sé un traguardo. Affacciarsi oltre il secolo avendo combattuto una guerra, essendo riuscito a scappare in varie occasioni dagli aguzzini tedeschi e avendo subito un indegno processo e la conseguente indegna prigionia fa di Germano Nicolini, il comandante Diavolo, un tesoro inestimabile per la nostra storia e la nostra cultura. «Sapete, sono orgoglioso di essermi reso utile nel periodo fascista» ha detto ieri Nicolini, mentre gli ospiti entravano in casa sua per festeggiarlo.
È un uomo risoluto, coraggioso, con una luce negli occhi che ricorda la tenacia con cui ha trascorso tutta la sua vita e grazie alla quale oggi, a cent’anni compiuti, dimostra una sensibilità politica e storica quasi senza pari.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.38025813:Video:https://video.gazzettadireggio.gelocal.it/locale/il-partigiano-nicolini-compie-cento-anni-la-festa-in-casa-del-comandante-diavolo/121781/122294]]
È un pellegrinaggio quello che ha visto avvicendarsi per tutta la giornata di ieri vari sindaci, tra cui Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio, il sindaco di Rio Saliceto e quello di Carpi. Ed è proprio Ilenia Malavasi che dona all’ex sindaco un manifesto e una targa che recitano: “Caro Germano, la città di Correggio ti è riconoscente per l’esempio di umanità, integrità, coerenza e fedeltà che ti hanno guidato durante la Liberazione, negli anni dell’ingiustizia e della libertà ritrovata”.
Ed è proprio per queste attitudini che, proprio prima che ci ospitasse in casa propria, ha ricevuto una chiamata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Questa volta Germano la voglio abbracciare, grazie”. Un grazie corale espresso, tramite il Capo dello Stato, da tutti gli italiani.
E così che, tra un abbraccio commosso, pieno di riconoscenza e qualche ricordo, espletati i riti del taglio della torta e della candelina, una può bastare, come a ribadire l’unicità del personaggio, il Diavolo arringa i presenti con una visione del presente di una lucidità tagliente, tanto che, giornalisti e politici di mestiere presenti, si raccolgono in silenzio intorno alla sua voce, senza parlare perché da Germano c’è ancora tanto da imparare.
«L’Italia sta vivendo un periodo ancora più difficile, storicamente parlando, di quello del periodo fascista prima e di quello nazifascista dopo. Sapete, noi eravamo giovani, non eravamo ancora del tutto antifascisti, ma per la nostra generazione, soldati di professione, l’invasione del nemico tedesco non poteva essere accettata, avevano invaso militarmente la nostra terra, un soldato non può accettarlo. È questa la grande differenza tra allora e adesso, la mancanza di un nemico – ha detto Nicolini – Questo è il momento di scuotere i cervelli: dove ci vuole portare uno col petto villoso che si comporta da duce? Ci vorrebbero staccati dall’Europa, basta una semplice analisi storica per capire che da soli siamo finiti», ha poi continuato parlando di Salvini.
Ma ecco che una nota positiva Germano Nicolini la trova, e la trova nella manifestazione delle Sardine: «Sono fantastici, hanno deciso di chiamarsi proprio così, Sardine, per sottolineare la loro individualità e la loro unicità, insomma non sono tonni, sono Sardine che tramite il loro peso, migliaia di sardine nelle piazze, esprimono un dissenso avendo ben presente gli ideali a cui ho dedicato la mia vita. E allora, io dico che gli oceani ci diano milioni di sardine, per la nostra Libertà». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
