Pietre d’inciampo per ricordare le vittime dell’Olocausto
NOVELLARA. È iniziato il percorso delle terze medie dell’istituto comprensivo di Novellara che porterà alla posa di quattro pietre d’inciampo nel gennaio 2020.
Il progetto, promosso da Istoreco, farà conoscere agli studenti la storia di quattro novellaresi che, per motivazioni diverse, persero la vita a causa della prigionia durante la Seconda Guerra mondiale o delle persecuzioni razziali. Le pietre, posate sia nel centro storico che nelle frazioni, saranno dedicate ai tre Imi (internati militari italiani): Vittorio Busana, Giacomo Baccarani, Guido Ghiacci. A loro si aggiunge il cavalier Carlo Segrè, in un primo tempo sostenitore del fascismo, che nel 1939 si tolse la vita ingerendo veleno, dopo la promulgazione delle leggi razziali, «addolorato per la perdita di dignità e nel timore che tali provvedimenti potessero coinvolgere anche i figli», che erano di religione cristiana.
A loro memoria, nell’ultimo luogo di residenza novellarese, verrà posata una pietra d’inciampo, un sanpietrino di ottone di 10 per 10 centimetri, leggermente sporgente dall’asfalto. Le pietre nascono da un’idea dell’artista berlinese Gunther Demning, che da oltre 20 anni le installa in tutta Europa.
Ad ora sono 26 le pietre d’inciampo commemorative posate in provincia, nei comuni di Reggio Emilia, Correggio, Guastalla, Sant’Ilario, Cavriago e Cadelbosco Sopra. Particolarmente significative le pietre posate sul marciapiede di viale Montegrappa a Reggio Emilia, nei pressi della loro abitazione, in memoria delle tre sorelle Ada, Bice e Olga Corinaldi, assassinate nel campo di concentramento ad Auschwitz nello stesso giorno, il 26 febbraio del 1944.
Sulla figura di Carlo Segrè è appena uscito un saggio a cura del professore novellarese Sergio Ciroldi, nell’ultimo numero della collana “I quaderni” intitolato “Le leggi razziali”, edito dalla Società di studi storici. Ciroldi ha potuto consultare l’archivio (carte e lettere) della famiglia Segrè acquisito dal Comune nel 2006, e in corso di sistemazione. Si tratta di una documentazione preziosissima per conoscere, con opportune ricerche, la situazione della comunità israelitica novellarese dal Cinquecento.
«È un gesto di alto valore civile», afferma il sindaco di Novellara Elena Carletti, «un impegno del Comune di Novellara per la memoria dei cittadini che sono stati vittime della guerra e della sua barbarie, vittime prima di tutto dell’indifferenza che oggi sembra tornare a farla da padrona. Come antidoto all’odio scegliamo di ricordare i novellaresi che hanno pagato con la vita l’appartenenza a una etnia o a una nazione. L’apporto degli studenti delle scuole medie, che studieranno le loro biografie, li farà simbolicamente tornare in vita e farà risuonare le loro vite fra le vie del paese». —
Alessandro Cagossi
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