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Stop al transito sulle strade arginali

A.V.
Stop al transito sulle strade arginali

L’ordine arriva da tutti e cinque i sindaci rivieraschi Così la Protezione civile può lavorare in sicurezza

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Boretto. In questi giorni di acqua alta, il Po diventa il grande osservato speciale.

Con l’aumento del livello, sempre più curiosi (a piedi, in bicicletta, in macchina) si recano ai lidi reggiani per osservare da vicino il sempre affascinante spettacolo della piena. Muniti di cellulare o macchina fotografica, persone di tutte le età ieri hanno catturato diverse immagini da postare sui social, alla ricerca di più “mi piace” possibile.

Ora che è stato raggiunto il livello di 7.50 metri, l’accesso all’argine maestro può avvenire in completa sicurezza in quanto è stata interdetta la circolazione sul tratto compreso tra Brescello e Luzzara, ma fino alle 17 di ieri a Boretto, così come nelle altre località rivierasche, in tanti hanno ignorato le ordinanze che impedivano di avvicinarsi all’acqua.

Lungo i tanti chilometri di argine reggiano non sono mancati parcheggi a dir poco “avventurosi”, automobilisti che rallentavano di colpo per godersi il panorama e altre manovre non concesse. Una situazione che ha creato qualche pericolo e che, nonostante le raccomandazioni degli amministratori, a ogni piena puntualmente si verifica.

Tutti e cinque i Comuni del Po – Brescello, Boretto, Gualtieri, Guastalla e Luzzara – hanno emesso ordinanze firmate dai sindaci che comunicavano la chiusura temporanea e il divieto assoluto di transito fino al termine dell’evento di piena sui vari tratti di competenza di argine, con la sola esclusione dei mezzi operativi di soccorso e supporto alle attività di Protezione civile, con il coinvolgimento anche di numerosi innesti laterali.

La chiusura dell’argine ha facilitato anche e soprattutto i volontari di Protezione civile (e le Guardie ecologiche volontarie), intervenuti a decine lungo tutto il territorio interessato dalla piena.

Senza macchine in transito, per gli operatori risulta molto più semplice pattugliare l’argine, sia di giorno che di notte, e tenere sotto controllo la piena. Compito principale dei volontari, oltre a quello di evitare l’accesso ai non addetti, è quello di perlustrare con attenzione il terreno alla ricerca di eventuali fontanazzi. —

A.V.

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