Affidi, il pm chiede il processo per tutti i ventotto indagati
Intorno a metà dicembre la chiusura della delicata indagine “Angeli e demoni” Scartata l’ipotesi di giudizio immediato, si va verso l’udienza preliminare
REGGIO EMILIA. Si sprinta sull’inchiesta “Angeli e demoni” e per il fine-indagini non si dovrebbe andare al di là di metà dicembre per chi l’accusa – cioè il pm Valentina Salvi che coordina l’attività investigativa dei carabinieri – ritiene coinvolto nel giro di affidi illeciti in Val d’Enza: da tempo si sa che nel registro degli indagati sono finite 29 persone, divenute da settembre 28 perché l’avvocato Marco Scarpati è uscito definitivamente da questa delicatissima vicenda giudiziaria.
Una lotta contro il tempo per arrivare, con le richieste di rinvio a giudizio, all’udienza preliminare(sarebbe stato infatti scartato l’iniziale progetto di chiedere il giudizio immediato) dove si capiranno le reali proporzioni delle imputazioni e degli imputati avviati verso il processo. Diversi però passaggi ancora da completare, mentre da giugno sono agli arresti domiciliari la montecchiese 57enne Federica Anghinolfi (dirigente del Servizio sociale dell’Unione Val d’Enza) e il correggese 34enne Francesco Monopoli (assistente sociale dell’Unione Val d’Enza). In via di completamento gli interrogatori degli indagati, inoltre rimane da superare un “ostacolo” sull’analisi dei contenuti di telefonini, pc e tablet sequestrati.
La maggior parte dei difensori (di 16 indagati) si è attestata sul solco del pm Salvi che ha portato ad un “accertamento tecnico irripetibile” su quanto sequestrato, con relativa copia forense. Due indagati (Anghinolfi e Monopoli) invece hanno ottenuto che si agisca nella forma dell’incidente probatorio. Il 2 dicembre il perito Cristian Mauro relazionerà sui contenuti individuati e, alla luce delle osservazioni dei difensori e del pm , sarà il gip Luca Ramponi a decidere cosa mantenere nella copia forense poi utilizzabile a processo. —
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