«Cispadana, i sindaci non hanno visto il progetto»
Tagliavini del No all’autostrada critica le mosse della Regione sul progetto: «Il cronoprogramma è saltato ancora»
REGGIOLO. «Segnali di fumo fumosi». Così Silvano Tagliavini, portavoce del coordinamento “Cispadano No autostrada SI strada a scorrimento veloce” commenta la presentazione – a suo dire - «a sorpresa» del progetto definitivo della Cispadana.
«Che dire delle cronoprogramma illustrato dal presidente uscente Stefano Bonaccini e dall’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Donini? Era solo agosto scorso quando per l’ennesima volta in questa legislatura veniva annunciato come imminente l’inizio dei lavori. Invece ancora una volta il cronoprogramma è saltato con l’ennesimo rinvio del tutto: il progetto è arrivato solo ora e i più diretti interessati, i sindaci, non l’hanno ancora visto. E la Conferenza dei Servizi ipotizzata nei primi mesi del 2020? E l’avvio dei lavori tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021? – chiede – Hanno tralasciato di indicare i tempi del progetto esecutivo, degli espropri, e si sono “dimenticati” di quella “mina vagante” che sono i ricorsi al Tar da parte degli agricoltori impattati». «Poi – rincara – i numeri in libertà come è solito fare Donini: 20 chilometri di “piste ciclabili di adduzione all’autostrada”, 20 chilometri di barriere antirumore, dato che conferma il passaggio a ridosso di molte zone abitate, un milione di ettari di “rigenerazione ambientale” a conferma dell’alto impatto dell’autostrada, dimenticandosi di precisare quanti ettari si consumano in più per l’autostrada rispetto alla soluzione di strada a scorrimento veloce». «Cita la salvaguardia del paesaggio – sottolinea – dimenticandosi di dire che sarà definitivamente compromesso visto che per il 97% il tracciato autostradale viaggerà a 2 metri e 50 sopra il livello di campagna. Una barriera visiva ma anche fisica che taglierà trasversalmente il normale deflusso delle acque (sud-nord) ponendo le premesse per futuri allagamenti visti i cambiamenti climatici. Poi i costi definitivi di cui non parla e le difficoltà finanziarie in cui versa la società Arc. Inspiegabile poi la volontà della Regione di impegnarsi ulteriormente per 100 milioni, per un totale di 279, non ancora a bilancio senza precisare quali sono i vincoli contrattuali per cui viene fatta questa “donazione” al concessionario Arc».
Tagliavini poi attacca: «Altra “svista” sono le “opere complementari” di cui non vi è traccia nell’esposizione di Donini, ma che la stessa Regione ha messo a bilancio per 400 milioni, il doppio del costo del completamento della strada a scorrimento veloce. E tutto questo per cosa? Per ridurre tempi di percorrenza confrontati con l’attuale viabilità? Ma perché non con la strada a scorrimento veloce? Riduzione dei gas di scarico e del passaggio di mezzi pesanti con dati ancora una volta non verificabili: metodologia non nuova in questo percorso progettuale. In ultimo il bilancio costi-benefici: una operazione “farsa” se fatta come il “Documento di fattibilità” del 2005. Costruito ad uso e consumo per giustificare la scelta autostradale». «Ecco – conclude – il piatto è servito. Con buona pace di quegli “ambientalisti” pronti a saltare sul carro di Bonaccini senza significative contropartite in nome di una, sicuramente nobile, barricata contro la destra imperante». —
M.P.
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