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I 100 anni del Diével fanno il pieno sui social con 65.000 contatti

Adriano Arati
I 100 anni del Diével fanno il pieno sui social con 65.000 contatti

Per l’importante traguardo il partigiano ha spopolato sulla pagina Facebook dell’Anpi di Correggio che lo è andato a trovare

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CORREGGIO. Fanno il pieno anche su internet e sui social il comandante Diavolo e i cento anni compiuti da Germano Nicolini, al “Diével”, una delle figure più belle della Resistenza reggiana e non solo, amatissima icona celebrata da volumi e canzoni.

Il compleanno secolare è stato omaggiato da tantissime visite, messaggi ufficiali e anche da numeri da record su internet. Anpi Correggio ha calcolato che, solo tramite gli auguri messi sulla pagina Facebook dell’associazione partigiana, sono arrivate 65mila visualizzazioni, mille interazioni dirette (commenti e altri messaggi augurali) e oltre 500 condivisioni effettuate in tutta Italia da altre sezioni Anpi, associazioni, singoli cittadini.

Numeri che tanti addetti ai lavori invidierebbero e che il Diavolo ha raggiunto con la sua presenza e la sua storia.

La stessa Anpi ha visitato Nicolini nella sua casa nella giornata di mercoledì, accolti da Germano, dal figlio Fausto e dalla nipote Francesca. Il gruppo, guidato dal presidente Giuseppe Lini, si è fermato un poco con il partigiano per l’immancabile e doveroso brindisi. «Ci ha raccontato molti aneddoti della sua vita ed è stato un piacere ascoltarlo, come sempre. Per tutti noi è stato un momento commovente, difronte a quest’uomo che ha dedicato tutta la sua vita per mantenere vivi gli ideali della Resistenza, dai quali ha attinto la forza per superare le difficoltà che lo hanno ostacolato oltre ogni umana ragionevolezza, consentendogli di essere un protagonista attivo del suo tempo, sempre», sorride Rina Zardetto dell’Anpi correggese rievocando l’incontro. La discussione non si è fermata alle memorie, anzi. «Quegli stessi ideali li ha saputi trasmettere con tenacia e determinazione ed oggi sono patrimonio non soltanto nostro ma di tante persone che hanno sempre guardato a lui come uomo esemplare. Di questo non gli saremo mai abbastanza grati. Lui che ci raccomanda di guardare avanti, e di costruire una democrazia sull’uguaglianza, perché se prevale l’individualismo tutto è perduto. Non ci salviamo da soli. Siamo usciti da quella casa con gli occhi lucidi e con la consapevolezza che mai bisogna arrendersi, ma lottare per un mondo migliore. Grazie Germano».

Un altro doveroso e dolce omaggio al Diavolo, alla sua vicenda umana, politica e giudiziaria che riassume tutti i dolori e le contraddizioni nell’Italia della guerra e soprattutto del dopoguerra. Dagli anni ’90, dal progetto musicale Materiale Resistente nato proprio a Correggio in poi, Nicolini è diventato anche una figura simbolica per generazioni anagraficamente lontane, ragazzi di ieri e di oggi che hanno voluto tributargli un affettuoso inchino per il più tondo, e invidiabile, degli anniversari. —

Adriano Arati

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