Il Grande fiume si ferma a 7,80 metri ma rompe ancora gli argini consortili
Come nel 2014 allagati il Fogarino e il Livello. Ieri il lento passaggio del colmo ha tenuto chiusi i ponti e spopolato Ghiarole
Le previsioni non hanno sbagliato: è stata una piena lenta che si è assestata poco al di sotto dei 7,80 metri.
Sta passando la grande paura sulle rive della bassa reggiana, dove il Po, all’idrometro di Boretto, ha toccato il picco alle 14.30 di ieri pomeriggio sulla quota di 7 metri e 76 centimetri, con una portata di oltre 8mila metri cubi al secondo. La situazione nel corso della giornata si è via via stabilizzata, come dimostrano i dati: dalla mezzanotte, il livello del grande fiume è cresciuto solo di una decina di centimetri, a dimostrazione del fatto che la spinta si sta gradualmente esaurendo.
La pioggia caduta nel tardo pomeriggio di ieri non deve far pensare a un eventuale “ritorno” della piena, in quanto si è trattato di una perturbazione passeggera e non incisiva. Tanto che per la giornata di oggi è previsto il rientro del fiume all’interno della “famosa” quota dei 7.50 metri, al di sotto della quale poi potrà essere ripristinata la normale viabilità.
Non è al momento ipotizzabile un orario preciso per la riapertura dei ponti Boretto-Viadana e Guastalla-Dosolo e per tutto l’argine maestro da Brescello a Luzzara, in quanto il deflusso dell’acqua sta procedendo a ritmo lento, ma si pensa al primo pomeriggio.
L’Aipo fa sapere che «nel tratto da Casalmaggiore a Boretto la criticità rimane elevata ancora per la giornata di oggi. Si conferma la criticità elevata (sopra la soglia 3, colore rosso) per i tratti seguenti del fiume, fino alla foce. Il colmo è previsto a Pontelagoscuro nel corso della giornata di oggi».
LE GOLENE
Per quanto la giornata sia stata tranquilla sui fronti di Boretto e Brescello – dove la frazione di Ghiarole era stata evacuata martedì e che fino al ritorno ai 7.50 metri resterà deserta, ma sorvegliata da forze dell’ordine e volontari), nel resto dei Comuni rivieraschi si sono verificati, com’era prevedibile, degli allagamenti nelle zone golenali.
Il primo, in ordine cronologico, è avvenuto in località Fogarino a Luzzara, dove nella notte tra martedì e ieri ha rotto l’argine consortile, allagandola e bagnando l’argine maestro in tutto il territorio luzzarese. La rottura è avvenuta nello stesso punto del 2014, in una zona abitata ma che era stata evacuata per tempo e nella quale vive una decina di persone. Situazione simile anche a Gualtieri dove, nel tardo pomeriggio di ieri, ha rotto l’ argine golenale. Anche qui pochissime le persone evacuate, appartenenti in due nuclei familiari già informati per tempo.
In automatico, sia a Luzzara che a Gualtieri, è scattata la sorveglianza arginale da parte dei volontari di protezione civile per monitorare eventuali problemi ai fontanazzi.
A Guastalla, infine, l’acqua ha sormontato alcuni tratti dell’argine Boschetto, ma si tratta comunque di allagamenti avvenuti all’interno della golena chiusa e dunque non hanno provocato disagi.
IL METEO
Anche per la giornata di oggi è stata emanata un’allerta di colore rosso. «Si prevedono – spiega la Regione – venti forti da sud-ovest sui settori collinari e le aree di pianura orientale a ridosso della via Emilia, con intensità comprese tra 62-74 chilometri orari. La criticità idraulica nella zona H è rossa per il transito della piena del fiume Po con livelli idrometrici superiori alla soglia 3».
La pioggia caduta nelle ultime ore, infine, non dovrebbe influire in maniera incisiva sul livello del Crostolo, che attraversa la bassa reggiana e rimane uno dei principali affluenti del Grande Fiume. —
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